Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Regrediamo

Stando così le cose – e speriamo cessino di stare così il prima possibile – il passare delle ore dovrebbe portare alla vittoria Cota in Piemonte e Polverini in Lazio. Non si tratta certo di sorprese (anzi: tre mesi fa nessuno avrebbe messo un euro su un distacco simile in Lazio) ma sono risultati molto brutti. Il Piemonte sarà governato da un leghista nel centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, e questa è solo la più romantica e tutto sommato meno incisiva delle disgrazie. Al Lazio tocca una sorte se possibile ancora peggiore. Diventa governatore uno dei peggiori candidati di sempre a questo livello di istituzioni, un personaggio televisivo privo di alcuna competenza e noto per essere il segretario di una corporazione che trucca i numeri dei suoi tesserati. Una specie di Sarah Palin italiana, sostenuta da una coalizione piena di personaggi molto poco raccomandabili. Le imbarazzanti simpatie che Polverini raccoglie a sinistra hanno fatto sottovalutare la portata di una sua presidenza, che ha tutto per fare peggio di quanto già fece Storace, a cominciare con l’uso che farà delle nomine in giunta – e non solo – per sistemare i candidati saltati a Roma. Il tutto a scapito di Emma Bonino, una che non sarà perfetta ma meglio il Lazio non poteva trovarne. Magari tra due ore la tendenza cambia, Bresso rimonta, Bonino tiene. Intanto però che tristezza.