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Uno spettro si aggira per l’Italia

Temo che qualcuno possa pensare davvero che dalla manifestazione di questo pomeriggio sia opportuno ripartire per costruire insieme «il cantiere dell’alternativa», ovvero il ritorno della vecchia Unione, protagonista di una tragica esperienza di governo e concausa delle successive terrificanti batoste elettorali. Manifestare insieme contro Berlusconi è una cosa minuscola e quindi per niente scandalosa, ma chi ha intenzione di portare questo paese da qualche parte – che non vuol dire vincere le elezioni, magari di uno 0,6 per cento, ma sapere cosa fare dopo – farebbe bene a fermarsi lì. Una forza politica alternativa, vincente, inclusiva ed efficace, si può costruire solo a patto di non resuscitare i morti.

Alternativa a che cosa? e in nome di chi, con quali obiettivi, con quale programma? L’idea che tutto ciò che sta all’opposizione sia di per sé potenzialmente coalizzabile, solo che lo si voglia, è antica quanto la sinistra e le sue sconfitte. Può riscaldare i cuori e accompagnarci più sereni a casa, dopo una giornata tra vecchi compagni, ma non conduce da nessuna parte. Per la buona ragione che al di fuori del teatrino autoreferenziale del centrosinistra italiano ci sono gli italiani, i quali vanno pazientemente convinti, uno per uno, non che Berlusconi sia un criminale, ma che il centrosinistra dispone di soluzioni migliori per la scuola, il lavoro, le tasse: per i problemi della gente, e anche per i loro sogni, le loro paure, le loro speranze.