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No surprises

E’ in corso un colpo di stato in Niger: i soldati stanno assediando il palazzo del presidente Tandja. Su questo blog si era parlato quest’estate della situazione in Niger, in occasione di un discusso referendum costituzionale.

Ieri, invece, si è votato per un referendum costituzionale in Niger. L’obiettivo del referendum era dichiarare chiusa la quinta repubblica e approdare alla sesta, grazie a una nuova costituzione di stampo presidenziale che avrebbe, tra l’altro, abolito il limite di due mandati per la presidenza e concesso quindi al presidente Mamadou Tandja, già al potere da dieci anni, di ricoprire ancora la carica di capo dello stato. Non sono mancate le polemiche e le proteste, specie quando – in seguito a un parere della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il referendum – Tandja ha aperto una crisi istituzionale, congedato il parlamento e sciolto la stessa corte. “Anche se gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno condannato le azioni di Tandja”, sostiene il New York Times, “gli analisti sostengono che i suoi accordi petroliferi con la Cina e il sostegno del dittatore libico Gheddafi lo rendono praticamente invulnerabile alle minacce occidentali”. Le forze dell’opposizione, i sindacati e le ong hanno deciso di boicottare il voto.