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La Cgil risponde

Pietro Soldini, responsabile immigrazione della Cgil, a proposito del mio post sullo sciopero degli stranieri:

Caro Francesco Costa, molta della confusione che c’è è anche il frutto di una cattiva informazione giornalistica. E’ nato il comitato 1 marzo ed il comitato BLACKS OUT, entrambi si sono rivolti al sindacato, sia riservatamente che attraverso i giornali. La cgil ha accolto positivamente questa interlocuzione, riconoscendo e valorizzando l’ispirazione di queste iniziative ed esprimendo con chiarezza la nostra posizione. Sullo sciopero abbiamo espresso le nostre perplessità sia sul piano organizzativo che di principio, privileggiando l’idea che se dovrà essere sciopero, dovrà essere di tutti i lavoratori e non soltanto degli immigrati. Tu parli dell’esperienza francese senza sapere di cosa parli perchè in Francia non c’è stato nessuno sciopero (tanto meno di successo) degli immigrati ed anche il 1 Marzo prossimo non sarà uno sciopero come ha chiarito anche la rappresentante francese presente alla conferenza stampa di domenica a Milano. Noi abbiamo proposto di costituire un coordinamento di tutte le iniziative con lo scopo di valorizzare sia il 1 che il 20 in una campagna unitaria che abbiamo chiamato “Primavera Antirazzista” rispettando l’autonomia di tutti e volendo contribuire ad un’azione forte ed efficace contro il razzismo e per la difesa e la promozione dei diritti degli immigrati che sono poi i diritti di tutti. Fare polemica su questo fronte non serve a niente ed a nessuno tanto meno agli immigrati
Un saluto Pietro Soldini

Pietro,

grazie per la ricostruzione. Capisco le perplessità sul piano organizzativo, e la mia idea è che queste difficoltà dovessero essere alla base di un vostro sostegno completo e senza alcuna incertezza. Capisco un po’ meno le perplessità di principio: non posso che essere favorevole all’idea che in solidarietà agli immigrati scioperino anche i lavoratori non immigrati, ma non capisco perché questa sacrosanta rivendicazione arrivi per lo sciopero degli immigrati e non, per esempio, in occasione degli scioperi di altre categorie di lavoratori. Perché non avete mai chiesto agli insegnanti di scioperare per il contratto dei metalmeccanici? Perché non avete mai chiesto ai pensionati di scendere in piazza per i precari? Sarebbe stata un’ottima idea. Facciamo che ora ci siamo, su questo punto, e passiamo avanti. L’iniziativa francese si chiama “24 ore senza di noi” e se il manifesto non fosse abbastanza chiaro, lo sono le parole degli organizzatori – «quelli che hanno un lavoro non andranno a lavorare, quelli senza si asterranno dal consumare» – e della stessa promotrice Nadia Lamarkbi, che parla apertamente di astensione dal lavoro. Non solo dal lavoro – anche dal fare la spesa, dall’andare a lezione, dall’usufruire di qualsiasi servizio – ma anche dal lavoro. Questo rende quest’iniziativa diversa e più ricca del solito sciopero, senza per questo eliminare lo sciopero. Perché a voi questa idea non convince? Pensate si possano fare cose più utili? Se sì, parli della “festa” folkloristica di sabato 20? Pensate che il rischio di un flop sia troppo alto? Discutiamone alla luce del sole, magari avete ragione voi. Con una richiesta, però. Chi vuole giudicare e – se lo crede necessario – criticare il comportamento della Cgil deve poterlo fare senza sentirsi rivolgere il solito abusato ricatto morale: fare polemica non giova agli immigrati! Fare polemica non giova ai lavoratori! Considerate le condizioni in cui versano lavoratori e immigrati, sarà pure il caso di discutere e giudicare anche le scelte di chi fa della loro difesa la propria missione e ragione sociale.

Ciao,
Francesco