Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Pensiero binario

Da giorni mi girava in testa un pensiero simile a questo che espone oggi Luca Sofri, approfittando della discussione su Bettino Craxi (una discussione che definire dibattito è francamente esagerato). Mi sembra che il fenomeno non si spieghi semplicemente col manicheismo superficiale e scemo della politica di questo paese – d’altra parte, c’è una ragione per cui storici e politici fanno mestieri diversi – ma anche con lo strano rapporto che abbiamo con i personaggi pubblici una volta che sono morti. La morte di un personaggio, sia questo un politico, un pittore o un cantautore, si presta all’assegnazione definitiva e assoluta di giudizi che non conoscono vie di mezzo. O sei un totem sacro, intoccabile e ingiudicabile – vedi alla voce Berlinguer, ma l’elenco sarebbe infinito – o sei uno che quando ho saputo che è morto ho tolto lo spumante dal frigo. A dieci anni dalla morte di Craxi, il dibattito è fermo lì: statista o ladro. Uno dei pochi che ha provato a rompere questo schema è stato Andrea Romano, sul Sole 24 Ore di sabato scorso.