Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Male che vada

La settimana prossima si vota in Massachusetts per un’elezione suppletiva: gli elettori saranno chiamati alle urne per decidere chi mandare al senato sul seggio che Ted Kennedy ha occupato per quasi trentasette anni. Nei giorni scorsi è girato parecchio un sondaggio che dava al candidato repubblicano, Scott Brown, la possibilità di battere la favoritissima democratica Martha Coakley, ma nonostante la fisiologica difficoltà del partito di maggioranza in questo genere di elezioni difficilmente Brown finirà per spuntarla. Quel che è certo, però, è che una sconfitta avrebbe per i democratici una conseguenza concreta e disastrosa al punto da andare ben oltre il suo comunque enorme valore simbolico. I democratici, infatti, perderebbero la supermaggioranza al senato, quella che permette loro di evitare l’ostruzionismo dei repubblicani.

Josh Marshall oggi fa notare che la prima vittima di questo disastro sarebbe la riforma sanitaria, il cui testo definitivo dovrebbe essere sottoposto all’ultimo voto da camera e senato intorno alla fine del mese. Esclusa la possibilità di convincere un repubblicano a votare sì – specie dopo una disfatta come quella che sarebbe la sconfitta nel collegio di Kennedy – l’unica carta a disposizione dei democratici sarebbe far votare alla camera il testo di legge approvato dal senato la vigilia di Natale. Senza la possibilità di cambiarne una virgola. Probabilmente lo voterebbero, ma sarebbe davvero un bagno di sangue.