Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Giustizialismo for dummies

Quando uno qualunque finisce in carcere e sotto processo, cerca di smontare le accuse e, se è innocente, spera di convincere i vari magistrati che si occupano di lui.

Così inizia l’editoriale di oggi di Marco Travaglio sul Fatto. Ora, giuridicamente parlando, trattasi di una cosa assolutamente falsa. L’impianto descritto da Travaglio, come fa notare giustamente Claudio Cerasa, è quello del sistema inquisitorio: il modello teorico del processo penale in uso nel Medioevo in ragione del quale, sintetizzando brutalmente, è l’imputato a dover dimostrare la propria innocenza dalle accuse che gli sono rivolte. In Italia, così come nella grandissima parte dei paesi dove vige lo stato di diritto, l’approccio è stato da tempo ribaltato, adottando il cosiddetto sistema accusatorio, cioè quello nel quale è l’accusa che deve dimostrare la colpevolezza dell’imputato, che è innocente fino a sentenza definitiva. Ovviamente è legittimo avere delle opinioni che contraddicono il sistema legislativo in vigore: basta non spacciare le proprie opinioni per interpretazioni di quelle leggi o addirittura per fatti, e far seguire una vastissima e sentenziosa pubblicistica a premesse così smaccatamente errate.