Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Turn over

Il lavoro di capo dello staff del presidente degli Stati Uniti è secondo molti il più importante dopo quello dello stesso presidente, nonché uno dei lavori più faticosi del mondo. Al contrario di quel che avviene in West Wing*, infatti, nel mondo reale difficilmente una persona ricopre quell’incarico per più di due o tre anni. Sembra che lo stesso Rahm Emanuel, infatti, avesse dato a Obama la disponibilità a ricoprire quell’incarico per un massimo di 24 mesi, e oggi Politico ragiona sulla data delle dimissioni di Emanuel e sulla possibilità – a dire il vero piuttosto remota – che queste arrivino prima delle elezioni di metà mandato, così da permettergli di candidarsi a sindaco di Chicago. Molto più probabile è che Emanuel lasci l’incarico alla fine dell’anno. Il suo successore potrebbe essere David Plouffe, già responsabile della campagna presidenziale di Obama. Plouffe è diventato papà a ridosso delle elezioni presidenziali e aveva chiesto di stare in seconda fila per un po’, così da avere più tempo per la sua famiglia. Oggi Plouffe lavora a Organizing for America, ovvero la struttura messa in piedi durante la campagna verso la Casa bianca. Passate le elezioni di metà mandato comincerà la corsa in vista delle presidenziali del 2012, e quindi molti ritengono naturale che sia lui a succedere a Emanuel come capo dello staff (altri, come me, sperano che Plouffe torni a fare il campaign manager e Rahm Emanuel rimanga in eterno).

*Anche se poi, in West Wing, torna tutto: anche questo.