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Chi si rivede

Forse la politica si è dimenticata di loro, avvolta com’è dalla campagna elettorale in vista delle elezioni regionali. Di certo loro non si sono dimenticati della politica, e un mese dopo il No Berlusconi Day tornano a incontrarsi, per discutere e ragionare del loro futuro. L’appuntamento è fissato per sabato 9 gennaio al centro culturale “Città del Sole”, Napoli. Saranno presenti gli organizzatori della manifestazione del 5 dicembre e decine di rappresentanti dei gruppi locali sparsi provenienti da tutta l’Italia.

Il tema della discussione è ineludibile: se organizzare una manifestazione nazionale senza un’organizzazione collaudata è un’impresa non indifferente, creare un movimento e una struttura capace di darsi degli obiettivi e lavorarci sul lungo periodo è affare che richiede molta più fatica, intelligenza e pazienza. E anche qualche regola, allo scopo di evitare incomprensioni ed equivoci. Alcune sono già apparse sulla pagina Facebook: tenere le riunioni nei giorni di riposo dal lavoro per garantire la massima partecipazione, rendere pubblici i verbali e gli interventi, impostare una rotazione dei rappresentanti che partecipano a trasmissioni radiofoniche e televisive, così da «evitare l’identificazione del Popolo Viola con una sola persona o con un gruppo ristretto di individui». Altre saranno discusse e decise quest’oggi: come prendere le decisioni, quali iniziative organizzare e quali sostenere, come gestire i rapporti con i gruppi locali. Regole che servono anche a risolvere definitivamente la polemica interna emersa tra gli organizzatori nelle settimane successive al No B. Day, che ha determinato il rinvio del meeting nazionale, inizialmente previsto per l’ultimo fine settimana di gennaio, e reso necessario l’incontro di oggi.

«Una rete ampia e variegata come la nostra rende fisiologicamente complicata la circolazione delle informazioni in circostanze convulse come quella del mese scorso», spiega Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori della manifestazione del 5 dicembre. «L’inevitabile visibilità toccata ad alcuni degli organizzatori ha fatto erroneamente pensare che si fossero autonominati portavoce del movimento». In più, spiega Anna Mazza, organizzatrice della riunione nazionale di oggi, «la comunicazione su internet ha tanti pregi ma anche il difetto di rendere facile la vita di ogni genere di disturbatori e paranoici». Polemiche, accuse sull’organizzazione della manifestazione e sulla gestione dei rapporti con i partiti, lunghi scambi di e-mail e messaggi su Facebook, poi un chiarimento e l’accordo per incontrarsi oggi e sciogliere tutti i nodi. Prima che provare a incidere sulla politica italiana, il popolo viola è chiamato a una sfida ricorrente per la sinistra di questo paese: emanciparsi dalla cultura del sospetto, guarire dai vizi della litigiosità e del frazionismo.

(per l’Unità di oggi, pagina 19)