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Fantamorto

Se l’umorismo nero e le battute sulla morte vi infastidiscono, l’oggetto di questo articolo non fa per voi. Cosa c’è infatti di più politicamente scorretto di un surreale concorso – senza premi, ci mancherebbe – il cui scopo è indovinare chi morirà nel corso dell’anno alle porte? Il gioco è nato spontaneamente su internet e il sito che ospita la singolare competizione si chiama Fantamorto. È possibile scommettere dal 15 dicembre al 15 gennaio: ogni giocata deve comprendere i nomi di dieci personaggi famosi delle quali si pronostica la morte entro la fine dell’anno. Vince chi alla fine dell’anno ha totalizzato più punti, azzeccando più morti celebri.

Ci sono delle regole, ovviamente. La lista deve comprendere una cosiddetta “morte maledetta”: l’improvviso e inaspettato decesso di un personaggio che al 31 dicembre 2010 abbia non più di 50 anni compiuti. Regole e limitazioni anche sugli altri nove nominativi: non si può puntare persone celebri per essere l’uomo o la donna più vecchi del mondo, non si può puntare su personaggi condannati a morte entro il 31 dicembre 2010. Infine, una regola macabra, anche per scoraggiare giocatori troppo volenterosi: «Non è valido agevolare la morte di uno dei personaggi indicati in lista».

Complici l’età avanzata o il precario stato di salute, ci sono dei personaggi che riscuotono più scommesse di altri: l’ex premier israeliano Ariel Sharon, in coma dal 2006, il dittatore cubano Fidel Castro, la regina Elisabetta II d’Inghilterra o Erik Priebke. Tra gli italiani, i più votati sembrano essere i novantenni Giulio Andreotti e Oscar Luigi Scalfaro, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Umberto Bossi e Assunta Almirante, Mario Monicelli e Rita Levi Montalcini. Più creative le giocate sulla “morte maledetta”: chi pensa a Valentino Rossi, chi a Britney Spears, chi a Federico Moccia e chi a Paul Gascoigne.

Ci sono pochi modi a disposizione dell’uomo per esorcizzare la morte, l’umorismo dissacrante è sempre stato uno di questi. Le scommesse si spingono un passo oltre, e chissà se in questo suscettibile paese qualcuno a un certo punto non finisca per offendersi. D’altra parte gli scaramantici non sono certo privi di riti e strumenti per proteggersi dai gufi, e poi va’ a sapere: magari porta bene.

(per l’Unità)