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E manca ancora una settimana

Con la morte di Plinio Toniolo, suicidatosi ieri nel carcere di Vicenza, il numero delle persone detenute suicidatesi nel corso del 2009 sale a 70, il numero più alto mai registrato in un anno nella storia di questo paese. Anche lui, come la maggior parte delle persone che si trovano nelle carceri italiane, era detenuto senza essere stato condannato: in attesa di giudizio, in «custodia cautelare», insomma, innocente. Delle 65mila persone detenute in Italia, infatti, 34mila non sono ancora state processate: la statistica fatta sulla base delle sentenze degli ultimi vent’anni ci dice che almeno 4 su 10 sarebbero state assolte. Anche quelle che si suicidano. C’è poi un fatto che potrebbe interessare a quelli che “i carcerati ci costano troppi soldi”: chi non si suicida e rimane in carcere fino a sentenza di assoluzione, una volta libero cita in giudizio lo stato allo scopo di ottenere una somma che possa in qualche modo risarcirlo dei danni. Magrissima consolazione: nessuno ovviamente gli darà indietro il tempo, la sofferenza, l’umiliazione. Per cambiare qualcosa – non tutto, solo qualcosa – non servirebbero nemmeno nuove leggi o abrogazione di norme esistenti: basterebbe ribaltare la concezione attuale per cui la custodia cautelare è la norma mentre le pene alternative e sostitutive sono l’eccezione. Cominciamo da lì, e magari riusciamo a non battere il record già nel 2010.