No deal

La riforma sanitaria è incappata in un passo falso non ancora determinante ma significativo. Il senatore Joe Lieberman si è messo in mezzo al percorso legislativo e ha preteso – e ottenuto, pare – che dalla bozza della riforma venisse stralciato il contenuto dell’accordo raggiunto pochi giorni fa: l’espansione del Medicare e la creazione di un’agenzia federale che negozi con le compagnie assicurative delle polizze simili a quelle che vengono offerte agli impiegati statali. Le tappe sono ancora tante e tali che nulla è definitivamente compromesso, ma la situazione al Senato – dove i democratici non possono perdere nessuno dei loro 60 voti, Lieberman compreso, per aggirare l’ostruzionismo dei repubblicani – è tale per cui il mercato delle vacche sembra destinato ad aumentare e non a ridursi, con l’avvicinarsi dei momenti decisivi. Io credo che possa rivelarsi una strategia controproducente per gli stessi senatori centristi, non solo perché un eventuale e improbabile naufragio della riforma finirebbe per penalizzare loro più di altri alle elezioni, ma soprattutto perché dubito che la Casa Bianca voglia farsi mettere all’angolo e questo potrebbe spingere i democratici all’utilizzo di un altra procedura – la cosiddetta reconciliation – che abbasserebbe notevolmente il quorum richiesto, lasciando Lieberman, Nelson e compagnia bella col cerino in mano. Intanto stendiamo un velo pietoso su Joe Lieberman, la più grande banderuola della politica americana, a suo tempo già protagonista del naufragio della riforma Clinton.