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Alla faccia dei principianti

«È il giorno più felice della mia vita», dice Gianfranco Mascia ai piedi del palco. Probabilmente è stato anche uno dei più faticosi, e come per lui la stessa cosa si può dire delle tante persone che hanno lavorato all’organizzazione della manifestazione. Il loro 5 dicembre è cominciato quasi all’alba, ma probabilmente è fuorviante parlare di giornate che iniziano e finiscono: da un paio di settimane il lavoro è andato avanti in modo praticamente ininterrotto, tra riunioni, email e telefonate, senza momenti di cesura netta tra un giorno e l’altro.

Il primo atto della giornata è stata la gestione degli arrivi: quasi un migliaio di pullman sono arrivati in mattinata da tutte le regioni d’Italia, e per facilitare le operazioni e gli spostamenti gli organizzatori avevano impartito nei giorni scorsi delle istruzioni precise sui luoghi di ritrovo, suddividendoli secondo la regione di provenienza. Un successo anche la gestione del servizio d’ordine, che era stato costituito mettendo insieme un gruppo di volontari reclutati sul web e tra le associazioni e i partiti aderenti. Qualche riunione nei giorni scorsi, una struttura piramidale che assegnava un coordinatore per ogni venti persone e un determinato tratto del percorso per ogni squadra. Tutto tranquillo, comunque: «Non avevamo paura di disordini, ma sappiamo che potevano esserci dei provocatori».

Il bilancio finale, naturalmente, è più che positivo. «Sapevamo che non avremmo potuto sbagliare nemmeno una virgola, ce l’abbiamo fatta», dicono i promotori mentre scendono dal palco, euforici e senza più un filo di voce. «Quello che chiediamo adesso a tutti i politici che hanno aderito è un impegno concreto sul conflitto di interessi. Non ci fermiamo qui». Insomma, ci hanno preso gusto.

(per l’Unità di oggi, pagina 9)