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Pazienza e fiducia

Stavolta i giornali italiani ci sono andati più cauti nel descrivere il procedere della riforma sanitaria statunitense: quello di stanotte al senato, infatti, non è stato un voto sulla riforma ma un voto per arrivare a dibattere la riforma in aula. I democratici hanno dimostrato di avere i sessanta voti necessari a evitare l’ostruzionismo dei repubblicani, ma alcuni dei più riottosi hanno lasciato intendere che servirà altro per convincerli a votare sì a una riforma che non gli piace. In realtà negli Stati Uniti ogni voto fa un po’ storia a sé e chi è atteso a un voto complicato da spiegare al proprio elettorato non può fare altro che cercare di indorare la pillola. Stavolta con questo genere di dichiarazioni, la prossima volta con altre. Senza contare che in questa fase c’è anche chi alza la posta, vedi la senatrice della Louisiana che sta strappando milioni di dollari di agevolazioni per le vittime dell’uragano Katrina. Quello che conta è che ci dovevano essere sessanta voti e si sono trovati sessanta voti, e senza nemmeno patire troppo: non è assolutamente determinante, ma lascia ben sperare.