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And the winner is

Avrete sentito parlare di Accadde domani, il concorso organizzato da Italia futura che mette in palio un finanziamento di 30mila euro per la realizzazione di una brillante, utile ed efficace idea di micropolitica. I progetti arrivati sono oltre 400, lunedì mattina ci sarà la premiazione. Oltre al premio in denaro, poi, Italia futura ha istituito una sorta di “premio della rete”: un premio al progetto «dai contenuti tecnologici più innovativi e futuribili», al quale non andrà un premio in denaro ma che l’associazione «si impegna a presentare e promuovere presso i propri soci benemeriti, aziende esterne e pubbliche amministrazioni». Qualche mese fa mi era stato chiesto di far parte della giuria di blogger che assegnerà questo premio e quello che segue è il mio personale verdetto.

In una certa misura il percorso di selezione è stato obbligato: un po’ per la necessità di concentrarsi su progetti con un certo grado di contenuto tecnologico, un po’ per una serie di regole che personalmente mi sono dato, allo scopo di individuare il progetto più meritevole e con le maggiori possibilità di trovare interlocutori interessati a metterlo in pratica. Ho escluso quindi i progetti che non avessero almeno qualcosa di nuovo: meglio promuovere un’idea che nessuno ancora ha avuto piuttosto che una che gira già e che ha già quindi avuto modo di farsi conoscere dai potenziali investitori. Ho escluso poi i progetti troppo costosi, un po’ perché meno realizzabili, un po’ perché il bando del concorso metteva in palio 30mila euro e quelli erano i paletti entro i quali un’idea può considerarsi micropolitica (no, il motore a idrogeno non è micropolitica). Ho escluso infine i progetti descritti in modo eccessivamente vago e fumoso, e il cui scopo finale era complicato – se non impossibile – da capire: se ho fatto fatica io, dubito possa capirne di più una pubblica amministrazione nella media. Anche fatta questa scrematura, però, decidere non è stato semplicissimo. Ogni giurato poteva indicare tre progetti, in ordine di preferenza: tre punti al primo, due al secondo, uno al terzo.

Ho dato il terzo posto al progetto Mcp, un sistema di monitoraggio dei conti pubblici su internet.

Su un sito internet, accessibile a ogni cittadino, vengono collocate tre cifre: il debito pubblico, la spesa pubblica preventiva [di stato ed enti locali vari] e la spesa pubblica consuntiva, che possono così essere controllati e monitorati dai cittadini voce per voce in tempo reale. Quando un funzionario della pubblica amministrazione o un politico [premier, ministri, sottosegretari, governatore di regione, presidente di provincia, sindaco, presidente, dirigente e amministratore di ente pubblico, rettori di università e dirigenti scolastici, ecc.] spendono denaro pubblico, il cittadino lo vede subito in internet: vede quanto viene speso, e come la spesa viene giustificata, anche rispetto alla spesa preventiva. Non deve esserci denaro pubblico [di qualsiasi provenienza, tipo: ICI, IRPEF, IRAP, ecc.], che non appaia su internet. Sia la spesa pubblica che il debito pubblico vengono disaggregati voce per voce [in una rete di migliaia di voci e sottovoci], ad ogni gruppo/aggregato di spesa viene associata una pagina web, con un intreccio gerarchizzato di pagine, che costituisce quindi un ipertesto. Milioni di cittadini possono così controllare ciascuna spesa, voce per voce, in tempo reale, e chiederne la giustificazione. Il debito pubblico viene correlato alla spesa pubblica, e il cittadino può vedere ogni giorno il suo incremento o decremento, in tempo reale, e le cause di esso. Questa sequenza di processi, apparenti su internet, dovrebbe poter costituire la base attuativa per il federalismo fiscale. Nessuna voce di denaro pubblico può essere spesa da politici e amministratori, statali e locali, senza poter essere controllata direttamente dai cittadini, o da appositi ed eletti comitati di cittadini, svolgenti una funzione di controllo contabile sull’uso del denaro pubblico.

Mcp l’ha spuntata di poco su Avvicinati, un altro bel progetto di vicinato attivo che mi ha ricordato quello di cui si parlava qui: di fatto sono ancora indeciso, ma bisognava sceglierne uno. Al secondo posto ho messo il progetto Choice, un’anagrafe pubblica dei candidati. È un progetto simile all’anagrafe degli eletti, una delle tante meritorie campagne dei Radicali, ma che si propone di allargare l’operazione anche ai candidati alle cariche pubbliche e non solo agli eletti. Un modo per interpretare correttamente la richiesta di sobrietà e trasparenze senza le sbrodolate demagogiche dei soliti noti.

Nelle ultime elezioni politiche europee la maggior parte degli elettori ha scoperto i nomi dei candidati nell’urna. Tranne che per i capolista, c’era totale disinformazione sui candidati e sui loro programmi politici. Solo gli elettori più curiosi avevano un’idea piuttosto chiara su chi votare, dedotta dall’incrocio delle informazioni prese dai giornali, dai tg, dalle tribune elettorali (televisive ed eventualmente territoriali) e dal web, informazioni comunque difficilmente paragonabili in modo semplice e immediato. Bisogna poi considerare il costo di reperire tali informazioni (in termini di costo opportunità), e come in questa categoria di elettori informati rientri solo una parte trascurabile della popolazione (tendenzialmente uomini oltre i 35 anni e in possesso di una laurea). Tutto ciò svilisce la potenzialità democratica del voto di preferenza, che diventa un voto di lista mascherato, a tutto vantaggio della cooptazione oligarchica da parte della classe politica-partitica. La piena informazione degli elettori su coloro che i partiti hanno scelto per rappresentarli è ancora più necessaria nel caso delle elezioni politiche, che attualmente prevedono liste bloccate; infatti l’elettore potrebbe voler decidere per quale partito votare proprio in ragione della composizione delle sue liste e dell’ordine dei candidati.

Infine, ho deciso di dare il primo posto a Cittadino utile, un progetto che punta a coinvolgere le persone abitanti una certa porzione di territorio nella tutela e nella valorizzazione del posto in cui vivono, facendoli collaborare attivamente con la pubblica amministrazione. Non si tratta di un progetto completamente nuovo: diversi comuni – soprattutto nel centro-nord, soprattutto medio-piccoli – hanno attivato servizi di questo tipo, ma qui si tratta di sistematizzare l’idea e attuarla con la stessa piattaforma sull’intero territorio nazionale. Non sarebbe male poi se dentro questo progetto potessero entrare anche elementi del progetto Avvicinati, dando così ai cittadini sia la possibilità di segnalare alla pubblica amministrazione esigenze precise e particolari, che l’opportunità di essere parte di una rete sociale di vicinato attivo. La cosa ideale sarebbe naturalmente che questo progetto venisse realizzato dallo Stato: a fronte di una spesa irrisoria – più o meno 30mila euro, paragonatela a quanto speso per Italia.it – si darebbe alle pubbliche amministazioni uno strumento efficace e in qualche modo rivoluzionario.

Cittadino Utile è un sito web pensato per raccogliere le osservazioni di tutti i cittadini che vogliono indicare disfunzioni sociali di varia natura che non rientrano tra quelle immediatamente segnalabili alle autorità di pubblica sicurezza ma per le quali il cittadino ha difficoltà a trovare un ufficio pubblico di riferimento. Si tratta di segnalazioni che nascono dalla vita vissuta all’interno della propria comunità locale (città, paese, aggregazioni territoriali più vaste) che a titolo esemplificativo possono riguardare: strade dissestate, situazioni di degrado urbano, mancanza di servizi sociali, situazioni latenti di micro criminalità, ecc. Ogni cittadino avrà la possibilità di indicare sul sito la referenza geografica del luogo in cui si verifica il disservizio oppure di verificare se per una determinata località siano già state attivate delle segnalazioni simili alla sua; in questo caso fornirà una testimonianza supplementare volta a sollecitare l’intervento statale. Le pubbliche amministrazioni potranno invece liberamente svolgere il medesimo tipo di interrogazioni (per località, parole chiave, tipologia di problema) o abbonarsi a dei servizi premium a pagamento che conterranno anche dei dettagliati report sia sulle segnalazioni fatte dai cittadini sia sul feedback generato dall’eventuale intervento della medesima amministrazione.

Vedremo lunedì mattina quale sarà il verdetto finale. Qui ci sono tutti i 400 progetti, se avete voglia di dar loro un’occhiata.