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Lo stato dell’arte

Intanto sono già trapelati vari pezzi dell’organigramma del partito. Fortunatamente, per adesso, sembra sia stata rispettata una norma di buon senso: lasciare che siano i componenti della mozione vincitrice a prendersi la responsabilità degli incarichi di governo, dal segretario al vicesegretario (probabilmente Enrico Letta), ai componenti della segreteria. Speriamo venga fatto lo stesso anche per i dipartimenti tematici. Negli incarichi istituzionali, invece, spazio ai membri delle tre mozioni. Rosy Bindi, che sarà eletta presidente del partito, avrà due vicepresidenti, come avevo scritto: Marina Sereni e Ivan Scalfarotto. Avremo modo di parlarne con calma.