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Ma che sarà, pesce cane spada che sarà

Famose a capì, come dicono qui. Davvero qualcuno prende sul serio il fatto che il governo sostenga di sponsorizzare la candidatura di D’Alema a ministro degli esteri europeo? Davvero qualcuno crede che il governo voglia consegnare al Pd il posto più importante e prestigioso a cui un italiano può puntare tra le istituzioni comunitarie? Davvero qualcuno è convinto che in questo momento Berlusconi sia in vena di aperture verso l’opposizione? Perché mai dovrebbe? Che è successo? Davvero – l’ultima, giuro – qualcuno pensa che al governo faccia comodo avere D’Alema fuori dalla bagarre della politica italiana e libero di esternare da un pulpito così importante? E dài, su. A una cosa punta il governo Berlusconi in Europa, e lo fa da quando è saltata l’elezione di Mauro a presidente dell’europarlamento: a mettere Tremonti a capo dell’Eurogruppo. Non è nemmeno un segreto, tra l’altro. La cosa garantirebbe al premier di prendere due piccioni con una fava: aumentare la sua influenza in un luogo cruciale dell’Unione e tranquillizzare una volta per tutte sia Tremonti che quelli che vogliono farlo fuori. Per ottenere un posto così importante nella scacchiera della trattativa servono crediti da poter vantare nei confronti dei grandi paesi dell’Unione. Come? Indovinate.