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Poi passiamo ad altro

Perché gli articoli della Costituzione non sono slogan né comandamenti religiosi: sono molto di più, sono uno strumento, attento ma duttile e molto intelligente, che in ogni parola e passaggio dice molte cose, circostanziate e ragionate. E quindi non è andando in giro a mostrare cartelloni con il testo dell’articolo o adorando in piazza copie della Costituzione che la si rispetta: la si rispetta capendola e apprezzandola in quello che i suoi estensori hanno voluto farne. Se l’espressione “uguali davanti alla legge” fosse davvero matematica e assoluta, non esisterebbero l’immunità parlamentare (l’autorizzazione a procedere) né l’immunità diplomatica, né quella concessa agli stessi giudici della Corte Costituzionale. Invece la Costituzione ha previsto queste deroghe. Non avendo previsto quelle contenute nel lodo Alfano, la CC lo ha dichiarato incostituzionale. Ma quei giudici hanno studiato una vita per ragionarne e deciderlo: non hanno tirato fuori l’edizione pocket della Costituzione e hanno fatto due più due, come fanno quelli che leggono “ripudia la guerra” e concludono che la Costituzione faccia dell’Italia un paese di nonviolenza gandhiana.