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Da Ferrara/2

Sempre più spesso gli aiuti portati nei paesi in via di sviluppo dalle organizzazioni umanitarie sono rubati o utilizzati in modo distorto dai governi locali o dalle tribù in battaglia tra loro. Di fatto, portare i soccorsi in zone del mondo altamente instabili può richiedere complesse trattative con regimi totalitari o signori della guerra. Inoltre, gli aiuti umanitari rappresentano un bottino a cui guardano con interesse tutte le parti in causa di un conflitto, che non di rado hanno inflitto alle popolazioni ulteriori violenze e mutilazioni per attirare maggiore attenzione e, quindi, maggiori risorse, da utilizzare per i fini più disparati. Davanti a un panorama di questo tipo, qual è il futuro dell’umanitarismo? Ne hanno discusso, nel corso del festival di Internazionale a Ferrara, Jean-Hervé Bradol, ex presidente di Medici senza frontiere, Linda Polman, giornalista olandese autrice del libro “L’industria della solidarietà”, e David Rieff, giornalista statunitense autore del libro “Un giaciglio per la notte. Il paradosso umanitario”. Introdotti e moderati dal vicedirettore di Internazionale Jacopo Zanchini, i tre hanno discusso in maniera appassionata di un tema sempre più cruciale: dei dilemmi etici che pone l’encomiabile intenzione di portare aiuti nelle zone del mondo in difficoltà e della sua insidiosa realizzazione.

Nel corso della mattinata, invece, il teatro comunale di Ferrara ha ospitato una discussione attorno al presente e il futuro dell’Iran, all’indomani delle contestate elezioni presidenziali e della rivoluzione verde. Presenti, oltre ai giornalisti Masoud Behnoud e Bijan Zarmandili, due documentartisti che hanno osservato con attenzione la situazione degli ultimi anni. Petr Lom, ceco, ha seguito le ultime settimane della campagna elettorale di Mahmoud Ahmadinejad e ha raccolto questa testimonianza nel documentario “Letters to the president”, proiettato nel corso del festival. Firouzeh Khosrovani, documentarista iraniana, ha raccontato delle angherie della polizia morale nella vita quotidiana delle persone. “Un controllo ossessivo che è pieno di aspetti ironici, per chi non lo vive sulla propria pelle. Ma l’Iran è un paese in cui tutti, per legge, sono obbligati a essere virtuosi e andare in paradiso”.

Sempre durante la mattinata l’economista Loretta Napoleoni ha risposto alle domande dei lettori di Internazionale sulla crisi economica, durante uno degli incontri più affollati dell’intero festival fino a questo momento, con diverse decine di persone a seguire l’evento sugli schermi collocati all’esterno della sala. Nel pomeriggio, poi, tre dei più celebri e apprezzati autori di fumetti e illustratori del mondo – Patrick Chapatte, David Polonsky e Joe Sacco – hanno parlato, in un incontro condotto da Luca Sofri, di come le immagini possono essere utili ed efficaci nel raccontare scenari complicati e contraddittori come quello mediorientale. Intanto continuano i preparativi nella piazza del Municipio, dove questa notte un dj set di Jovanotti farà ballare le migliaia di ragazzi e ragazze arrivate a Ferrara da ogni parte d’Italia. Tanti di loro con una copia di Internazionale in mano: altro che crisi dei giornali.