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Fuochino

Secondo il New York Times, “l’intelligence americana è convinta che l’Iran abbia prodotto abbastanza combustibile nucleare da rendere possibile, per quanto rischiosa, la creazione di un’arma nucleare. Un altro rapporto indirizzato alla Casa Bianca sostiene addirittura che l’Iran abbia deliberatamente deciso di fermarsi pochi stadi prima della costruzione della bomba”.

“Nonostante l’Iran abbia sempre affermato di arricchire l’uranio solo a scopi pacifici”, continua il quotidiano statunitense, “dal 2007 esistono e prove che il governo di Ahmadinejad sta lavorando alla costruzione di una testata nucleare. Non si sa quanti mesi o anni saranno necessari perché l’Iran possa ultimare il suo programma nucleare, costruendo testate e missili a lungo raggio: molto dipende da quanto il governo iraniano è stato ed è distratto dalle proteste seguite alle contestate elezioni di questa primavera”.

Nei giorni scorsi l’Iran aveva aperto al dialogo con l’occidente, per bocca del ministro degli esteri Manouchehr Mottaki: “Abbiamo una nuova opportunità di dialogo e cooperazione bilaterale, e speriamo di poter organizzare dei confronti per discutere di nuove proposte”. La questione del nucleare, però, non è mai stata messa sul tavolo. L’inviato iraniano alle Nazioni Unite ha sgombrato il campo da ogni dubbio: “Siamo disponibili a una discussione serena e concreta riguardo vari problemi, compreso come combattere la proliferazione delle armi nucleari. Ma questi colloqui non riguarderanno il nostro programma”.

(per Internazionale)