Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Lacrime di coccodrillo

Christopher Beam su Slate ha notato con quale rapidità i quotidiani statunitensi hanno pubblicato gallerie fotografiche di ricordo, documenti storici e soprattutto gli obituaries, i nostri coccodrilli, subito dopo la morte di Ted Kennedy. Com’è noto, infatti, nelle redazioni alcuni necrologi sono pronti in anticipo, in modo da essere usati immediatamente al momento della morte del personaggio famoso.

Ci sono tre categorie di personaggi che ricevono questo tipo di trattamento. “La prima categoria comprende i leader politici di tutto il mondo, da Barack Obama a Gordon Brown. La seconda categoria, quella di cui faceva parte il senatore Kennedy, comprende personaggi celebri che hanno più di 75 anni. La terza categoria invece comprende star del mondo dello spettacolo come Britney Spears o lo stesso Michael Jackson, i cui necrologi furono scritti tempo prima della sua morte, a causa delle sue precarie condizioni di salute”. I quotidiani più grandi producono un’ingente quantità di coccodrilli in anticipo: il New York Times sostiene di averne ben 1.200, il Washington Post “appena” 150.

Non di rado uno di questi articoli crea qualche imbarazzo. Successe quando la Cnn pubblicò per errore il necrologio dedicato a Dick Cheney, o quando l’Associated Press fece la stessa cosa con Bob Hope, che invece era più vivo che mai. Altre volte, invece, l’oggetto del coccodrillo sopravvive al suo autore. Quando il presidente Gerald Ford morì, nel 2006, il giornalista che aveva steso il suo necrologio era morto da undici mesi. La stessa cosa è accaduta alla morte di Liz Taylor.