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“Oggi non succede niente, eh”

In genere in estate si è un po’ più tolleranti coi quotidiani che pubblicano notizie assurde: in agosto non succede niente, si dice, e qualcosa nelle pagine bisognerà pur metterla. Il punto è che a volte, più che della mancanza di notizie, la colpa è della pigrizia e delle cattive abitudini delle redazioni italiane. Recentemente i giornali di tutta Europa hanno dato conto della grave crisi diplomatica in corso tra Israele e Svezia. Tutto è cominciato da questo articolo del quotidiano Aftonbladet che accusa i soldati israeliani di aver ucciso dei palestinesi nel 1992 per prelevare i loro organi. La storia è vecchia, poco documentata e condita di parecchio cospirazionismo antiebraico; il giornale che l’ha pubblicata, poi, ha qualche precedente in materia di antisemitismo. Il governo israeliano s’è notevolmente incavolato, e a un certo punto le vibrate proteste sono diventate una richiesta al governo svedese di esprimere formale e pubblica condanna nei confronti dell’articolo. Il governo svedese ha detto picche, ché da quelle parti la libertà di stampa è una cosa seria, e quindi adesso la polemica ha sconfinato pure sul tema antico e spinoso dei giornali, della loro libertà e dei loro eventuali limiti, delle responsabilità dei governi. Conseguenze della crisi diplomatica, a oggi: il ministro degli interni israeliano ha affermato che non rinnoverà i visti di diversi giornalisti svedesi di stanza in Israele e l’ufficio stampa del governo ritirerà gli accrediti che permettono loro di circolare liberamente sui territori palestinesi. Per contestualizzare un po’ il tutto e dare un’idea della portata del caso, tenete conto che in questo momento la Svezia è presidente di turno dell’Unione europea, che il primo ministro israeliano Netanyahu il 25 agosto sarà in visita ufficiale a Bruxelles, che il ministro degli esteri svedese è atteso in Israele il mese prossimo e che la Svezia è il paese in cui qualche tempo fa, secondo un sondaggio, il 40 per cento dei cittadini si dichiarava antisemita. Insomma, un gran casino. Qui trovate una selezione delle cose più interessanti uscite a questo proposito sulla stampa europea. La stampa italiana non ha dedicato alla questione nemmeno una riga.

update: mi correggo, qualcosa è uscito. Due brevi sul Manifesto, qualche agenzia ripresa in giro e due pezzetti su Corriere e Repubblica, che hanno raccontato rapidamente l’episodio – senza tutte le connotazioni politiche di cui sopra – a partire dal “boicottaggio dell’Ikea” che è stato proposto da una petizione in Israele.