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L’agosto dei matti

Negli Stati Uniti, agosto doveva essere il mese decisivo per le sorti della riforma del sistema sanitario. È stato, almeno finora, il mese dei matti. Una minoranza dei cittadini – circa un quarto dell’elettorato repubblicano, secondo i sondaggi, più o meno gli stessi che si dicono convinti che Obama non sia nato in Usa – ha cominciato a dirne e farne di tutti i colori: tantissimi hanno invaso in modo tutt’altro che pacifico i dibattiti in giro del paese, qualcuno portando con sé cartelli e slogan che associano Obama ai nazisti; tantissimi hanno deciso di andare a questi incontri armati, alcuni addirittura con dei mitra o dei kalashnikov; tantissimi hanno detto che la riforma sanitaria provocherebbe ogni disgrazia, nonni morti negli ospedali, terrorismo, eugenetica e così via, alcuni – tipo Sarah Palin – si sono fatti autorevoli portavoci di queste assurdità. Il livello del dibattito si è abissato, costringendo la Casa Bianca a scendere personalmente in campo per rispondere a ogni genere di falsità. Con l’aumento del rumore di fondo aumenta la confusione, gli indecisi si indecidono, i pavidi deputati e senatori “tengono le elezioni”, l’amministrazione cede sui punti chiave della legge e peggiorano anche i numeri dei sondaggi. E la riforma si allontana.