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La rivolta ingegnosa

Per quanto a uno sguardo superficiale verrebbe da dire il contrario, le proteste contro il regime in Iran non si sono affatto fermate. Secondo Robin Wright, su Time, hanno soltanto cambiato forma. “È iniziata la fase due. Sei settimane dopo le rivolte che hanno visto milioni di iraniani invadere le strade, oggi la protesta si è trasformata, diventando più ingegnosa e potenzialmente più duratura”.

“La seconda fase è cominciata col boicottaggio dei prodotti che si fanno pubblicità sulla tv di stato. Ho cercato di acquistare un prodotto di un certo marchio e un attivista iraniano dietro di me mi ha sussurrato: ‘Non comprarlo, è di un inserzionista’. Si prosegue poi con l’accensione di tutti gli elettrodomestici della propria casa poco prima dei telegiornali del regime, così da far saltare l’energia elettrica in interi quartieri. Senza contare le manifestazioni lampo: dei blitz lunghi abbastanza da poter gridare ‘Morte al dittatore!’ ma non da permettere alle forze speciali di localizzare e arrestare i dimostranti”.

“Si tratta di una strategia poco organizzata e senza leader, che sta muovendo i suoi primi passi. Per quanto il suo impatto sia ancora variabile, però, la fase due sta iniziando a mietere risultati. Fatemeh Haghighatjoo, un ex membro del parlamento, mi ha detto che alcune aziende hanno tagliato i loro spot sulle tv governative, e alcuni negozi hanno smesso di vendere i prodotti degli inserzionisti. Un nuovo boicottaggio degli sms potrebbe costare alla compagnia telefonica di stato un milione di dollari per ogni giorno. Le informazioni sulle tecniche di rivolta vengono diffuse via email o col passaparola, ma il loro ingegno e i risultati ottenuti mostrano come le recenti rivolte in Iran non sono destinate a passare come le proteste del 1999. Stavolta gli iraniani stanno vincendo le loro paure”.

(per Internazionale)