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Giocare col fuoco

Il progetto di riforma sanitaria dell’amministrazione Obama soffre dello scetticismo dei cosiddetti Blue dogs, i democratici centristi, che hanno imposto un rinvio del voto a dopo l’estate e chiedono che alcune parti del progetto di legge siano riviste. Secondo Paul Krugman, però, le loro richieste “non hanno senso”.

“La riforma sanitaria”, scrive il premio Nobel per l’economia sul New York Times, “dovrebbe avere un costo di mille miliardi di dollari per i prossimi dieci anni. In tutti i piani di riforma oggi sul tavolo, questa spesa è coperta da una combinazione di tagli a spese superflue e nuove tasse, così da non pesare per niente sul deficit dello stato. I democratici centristi parlano molto di ‘responsabilità fiscale’. Ci sarebbe da mettersi a piangere. Dov’erano queste preoccupazioni nel 2001, quando votarono con entusiasmo il taglio fiscale di Bush che pesò per oltre mille miliardi di dollari sul deficit?”

Inoltre, secondo Krugman, i centristi starebbero proponendo soluzioni che contraddicono le loro stesse richieste. “In molti parlano dell’opposizione dei Blue dogs nei confronti dell’opzione pubblica, e a ragione: un piano di riforma sanitario che non preveda un’opzione pubblica per abbassare i prezzi delle assicurazioni costerebbe ai contribuenti molto di più di un piano che contiene quell’opzione”.

Cosa vogliono, allora, i democratici centristi? “Forse sono semplicemente ipocriti. In fondo il promotore di questa corrente, l’ex deputato Billy Tauzin, passò presto con i repubblicani e, dopo aver tentato di demolire il programma Medicare, oggi è a capo della lobby dell’industria farmaceutica. O magari sono comunque leali al loro partito e col tempo si ammorbidiranno. Devono rendersi conto che in questo momento non possono chiedere grandi modifiche al progetto di riforma senza affondarlo, e affondare con lui la presidenza Obama. È questo quello che vogliono? Lo scopriremo presto”.

(per Internazionale)