Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Cabarettismo

Un commento di Billy Pilgrim:

Travaglio viene dalla scuola liberale di Montanelli, come implicitamente sottolinea Hb, ed è appunto per questo che la sua degenerazione nel populismo manettaro e insultereccio ci è sempre più parsa come un insulto al maestro, e una triste degenerazione degli schemi mentali rilevanti quando si tratti di argomentare in un dibattito politico.
Travaglio è stato artefice di grandi articoli, inchieste e libri, in passato. Da quando un’ondata populista ha sommerso la nostra penisola, ha deciso che avrebbe venduto di più infilando in ogni suo scritto, assieme a molte cose vere, delle falsità che travisavano completamente la realtà. Oppure ha deciso, nei suoi pamphlet più degradanti, di rinunciare del tutto all’inchiesta e gettarsi direttamente sull’insulto gratuito.

La conseguenza estrema? Post come questo, da cui estraggo – e cito veramente a caso, perché a tristezza si somma tristezza in un crescendo di turpi insulsaggini da barbiere della stazione (con tutto il rispetto per la categoria):

Al Pappone ha evitato le consuete carinerie, rinunciando in extremis – su pressione di Gianni Letta, con la moral suasion del Quirinale – alle previste gare di rutti, al gioco della bottiglia con la Merkel e all’elezione di Mister Chi Ce L’Ha Più LungoL’assenza della first lady Veronica Lario, venuta a mancare all’ultimo momento all’affetto del suo caro, è stata brillantemente compensata dalla presenza di alcuni degni sostituti: Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Bruno Vespa (The First Insect). Per dare immediata attuazione al grandi accordi sul disarmo e contro le emissioni inquinanti, il Senato ha subito deliberato uno stock di nuove centrali nucleari, mentre degli aiuti all’Africa si occuperà direttamente l’europarlamentare on. Matteo Salvini guidando personalmente il tir che consegnerà milioni di confezioni di deodorante a quei puzzoni dei meridionali. Oggi, in chiusura del vertice, Al Pappone ha dichiarato testualmente: “Sto cercando casa all’Aquila per venire qui in agosto a presidiare i lavori”. Dal che si deduce che: 1) le altre dodici ville sparse per il mondo sono tutte piene di escort e Papi Girls; 2) se tutto va bene, il premier sarà l’unico in tutta l’Aquila ad avere una casa (si spera vivamente costruita dall’Impregilo). Soluzione ottimale: chi, fra i 30 mila senzatetto accampati nelle tende a 40 gradi all’ombra vorrà avvicinarlo per dirgli tutto ciò che pensa di lui, saprà dove trovarlo. nella suggestiva cornice di Onna.

E’ il suggello encomiabile di una mediocre carriera da cabarettista, purtroppo tutta schiacciata verso il versante populista-grillesco. E scritta da uno che, proprio due giorni fa, pubblica un post dal titolo “Indro, ci manchi”, un obbrobrio del genere provoca rancori che è difficile spegnere subito, e solo col tempo sono riuscito a sedare tutte le mie rabbie, e approcciare ogni suo post con spirito critico.

Il secondo problema, che è poi quello sollevato dal Costa e su cui praticamente tutti i commenti negativi glissano, è che un giornalista d’inchiesta a cui si è costretti a fare davvero tante pulci prima di poter considerare attendibili i suoi post si può trasformare in un problema, piuttosto che in una risorsa. Nella disperata caduta verso il basso di Travaglio veniamo trascinati anche noi.