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Oggi si vota in Kirghizistan. Il presidente uscente è il filosovietico Kurmanbek Bakiev, che vinse le ultime presidenziali con l’88,9 per cento dei voti. Il suo principale sfidante fino a poche ore fa era Almazbek Atambaev, già primo ministro, ma al termine di una campagna elettorale durante la quale gli osservatori internazionali hanno riscontrato diverse irregolarità, Atambaev si è ritirato.

“Anche se il risultato delle elezioni è scontato”, notava già il Moscow Times, “con l’avvicinarsi del voto sono cresciute le tensioni e l’instabilità, oltre al numero delle minacce ai giornalisti indipendenti”. Il sito Transitions parla di una “corsa in solitaria” dell’attuale presidente e racconta gli abusi con cui l’attuale governo ha usato le strutture dello stato e della pubblica amministrazione per fare propaganda elettorale.

Stesso predominio schiacciante sui mezzi di comunicazione, secondo Ferghana. “Stando al monitoraggio effettuato dall’Ocse, la radio e la tv nazionali nonché i due maggiori canali televisivi privati hanno coperto quasi soltanto la campagna elettorale dell’attuale presidente. La copertura di Bakiev è stata massiccia e positiva su tutti i canali, mentre al candidato dell’opposizione è stato dedicato circa il 10 per cento del tempo, e spesso per parlarne male. I canali privati, poi, hanno dedicato al presidente il 99 per cento della loro copertura giornalistica, ignorando del tutto gli altri candidati”.

(per Internazionale)