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Un presidente che parlava troppo, ma anche poco

In risposta al Presidente della Repubblica, che ha sostenuto pochi giorni fa che chi lo critica “non conosce la Costituzione”*, Travaglio elenca su Micromega tutte le cose che, a suo dire, Napolitano avrebbe fatto fuori dai poteri concessigli proprio dalla Costituzione. Vediamoli, allora, questi abusi.

Noi che, poveri ignoranti, non conosciamo la Costituzione non riusciamo a trovare un solo rigo nella medesima che autorizzi il capo dello Stato a chiedere notizie di un’indagine che non gli garba (come fece Napolitano nel dicembre scorso con quella della Procura di Salerno sui magistrati corrotti di Catanzaro)

Bastava cercare un po’ meglio, e il rigo lo trovava. L’articolo 87 della Costituzione mette il Presidente della Repubblica a capo del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno della magistratura, che ha tra le sue funzioni quella di emanare provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Come dovrebbe decidere se emanare o no un provvedimento disciplinare, se non chiedendo ed esaminando gli atti di un’inchiesta, le “notizie” di cui parla Travaglio? E in che modo questo sarebbe confliggente col ruolo di capo del Csm rivestito dal Presidente della Repubblica? Il fatto che poi questo accada perché “l’indagine non gli garba” è dietrologia, e comunque non c’entra: Travaglio non dice che Napolitano sbaglia, che potrebbe essere; Travaglio dice che ha fatto una cosa illegittima (“non riusciamo a trovare un solo rigo” che lo autorizzi) e, come abbiamo visto, non è vero. Andiamo avanti.

o a promulgare una legge facendo sapere per lettera che non gli piace per niente (come ha appena fatto col pacchetto sicurezza);

Altro errore. La Costituzione dà al presidente il diritto di “inviare messaggi alle Camere”, senza specificare il contenuto di questi messaggi. Per non parlare del cosiddetto “potere di esternazione”, di cui vari presidenti in passato hanno addirittura abusato. Ma qui non si parla dell’abuso dello strumento o del suo uso parsimonioso: si parla della sua legittimità costituzionale.

o ad anticipare al governo che non firmerà un decreto (come ha fatto col decreto Englaro)

Vedi sopra.

o che non promulgherà una legge se non sarà modificata (come ha fatto con la legge-bavaglio sulle intercettazioni).

Idem.

Noi che, poveri ignoranti, non conosciamo la Costituzione non vi abbiamo trovato alcun articolo che consenta al capo dello Stato ad auspicare “una revisione di regole e di comportamenti” in materia di intercettazioni e cronaca giudiziaria, a parlare di “abusi”, a invocare “soluzioni appropriate e il più possibile condivise” (come se una porcata votata da molti fosse meglio di una porcata votata da pochi).

Anche qui, come sopra. Probabilmente Marco Travaglio pensa che il Presidente della Repubblica debba stare zitto e basta, specialmente quando dice cose con cui lui non è d’accordo.

Né abbiamo trovato un solo articolo che gli permetta di invocare “tregue” nell’attività di opposizione e di informazione sul capo del governo coinvolto in scandali (sui quali il rappresentante dell’unità nazionale non ha mai proferito una sillaba).

Qui siamo al paradosso: nella stessa frase Travaglio accusa Napolitano di aver parlato troppo, e poi di non aver parlato abbastanza! Ma può o non può parlare, ‘sto benedetto presidente, secondo l’interpretazione della Costituzione di Marco Travaglio? Perché non possiamo fare a meno di ricordare che la tesi di Travaglio non è che Napolitano faccia male il proprio mestiere: si tratterebbe di un’opinione legittima – forse giusta, forse sbagliata – di cui potremmo serenamente discutere. Travaglio vuole dimostrare che Napolitano stia compiendo delle azioni che esulano dal mandato che gli è stato dato dalla Costituzione – vedi la formula ricorrente “non vi abbiamo trovato nessun articolo” o “non riusciamo a trovare un solo rigo” – e che sono quindi illegittime. Una cosa smaccatemente falsa, provata dalla lettura dell’articolo 87 della Costituzione nonché dalle palesi contraddizioni in cui incappa l’autore dell’articolo. Lo stesso autore, tra l’altro, che imprudentemente cita l’articolo 87 della Costituzione in apertura del suo pezzo: se inizia addirittura a fare il debunker di sé stesso, questa rubrica avrà vita breve.

*update: in realtà Napolitano non avrebbe nemmeno detto la frase “chi mi critica non conosce la Costituzione”. Travaglio, vero professionista della scomparsa dei fatti, ha fatto finta di non vedere.