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Domani

Domani mattina ci si vede a Torino, quindi, alla sala dei 500 del Lingotto. Abbiamo dovuto prendere anche un’altra sala, che in un quella da cinquecento persone non ci stavamo. Segue l’email che hanno ricevuto oggi le centinaia di persone che hanno dato la loro adesione all’indirizzo [email protected]. Domani ci sarà una diretta video in streaming, sul sito dei Mille e probabilmente anche su quello dell’Unità. Qui si tenterà un liveblogging, finché durano la batteria del portatile e quella del cellulare. Con chi ci sarà, ci vediamo a Torino.

Ci siamo. Ci ritroviamo sabato 27 giugno, a Torino, dopo settimane di attese e discussioni, dopo oltre 700 email, 80 contributi ricevuti e ci saremo da oltre 40 province italiane. Due anni dopo una delle più grandi promesse tradite della politica italiana degli ultimi tempi: il discorso del Lingotto. Un discorso pieno di promesse che non sono state mantenute, di intenzioni non corroborate dai fatti, di impegni non esauditi, di speranze destinate a finire in un cassetto.

Lo abbiamo detto e scritto e più volte: non siamo una corrente, non ci interessa cercare la posizione più conveniente in vista del congresso. Noi siamo il Partito Democratico, e non vogliamo andare al congresso di questo partito per scegliere se consegnarlo a un leader della Margherita o a un leader dei Ds. Ci vediamo a Torino per lanciare un progetto: non il nostro progetto, ma quello del Partito Democratico, vero ospite d’onore della giornata. Un grande e moderno progetto di cambiamento e ricostruzione del centrosinistra italiano, della politica italiana e dell’Italia.

Negli ultimi tempi ci siamo visti, ci siamo letti, ci siamo scritti più volte. Sappiamo cos’abbiamo in comune: vogliamo un partito che sia veramente democratico, che sia laico e autonomo dalle chiese e dai gruppi di pressione, che sia moderno e all’altezza delle sfide che ci sono davanti, che sia di sinistra. Ci vediamo sabato a Torino per mettere insieme le nostre idee, per confrontarci e costruire insieme il nostro progetto. I lavori saranno aperti da un saluto del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Durante la mattinata, poi, ci concentreremo sul congresso che ci aspetta, sulla forma partito e il ruolo degli iscritti e dei circoli, sulle possibili modifiche da apportare allo statuto. Nel pomeriggio, invece, discuteremo di idee e proposte concrete per economia, diritti civili, comunicazione e ambiente.

Insomma: quale partito, quale congresso, quale paese intendiamo costruire. Il treno del cambiamento passa da Torino, il 27 giugno.