Sette minuti

La storia del calcio (e dello sport in generale) è piena di discorsi nello spogliatoio che hanno cambiato il volto di questa o quella partita. Secondo molti, ai livelli più alti dello sport agonistico l’abilità tecnica tra i contendenti è praticamente pari, così quello che fa veramente la differenza è la testa: la motivazione, la concentrazione. Di certo è di questo avviso Pep Guardiola, ormai mio mito personale. Qualche tempo prima della finale di Champions League, l’allenatore del Barça andò da un amico che lavorava in una tv catalana e gli disse: «Mi serve un video per Roma». La tv confezionò il video in gran segreto. Pochi minuti prima della finale di Roma, mentre i giocatori del Manchester United si scaldavano in campo, i giocatori del Barça erano nello spogliatoio. Guardiola aveva deciso che nessuno di loro avrebbe visto lo stadio e il terreno di gioco prima di scendere in campo per giocare la partita (demolendo così una delle regole non scritte più in voga tra gli allenatori, quella secondo cui i calciatori devono fare il riscaldamento in campo per prendere confidenza con il terreno e con l’ambiente). Il preparatore atletico Paco Seirul·lo chiese a Guardiola se avrebbe detto qualcosa ai giocatori, prima di giocare la finale. Lui rispose: «Abbiamo dieci minuti. Me ne servono sette». Spense la luce nello spogliatoio e pigiò il dito sul tasto play. Il video è quello che segue. Sette minuti dopo, il Barcellona andava a fare un solo boccone del Manchester United.