Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Sì, beh, ma, però, forse, in effetti

Questo piccolo gaglioffo, tra l’altro, pare che abbia scritto sul suo blog che la riprova delle mie “nostalgie sovietiche” sarebbe che corro nello stesso partito di Rubiks, ex segretario del Partico Comunista di Lettonia ai tempi sovietici.
Ulteriore prova che il suddetto non sa fare il giornalista e non verifica nemmeno le cose che scrive. Rubiks, infatti, capeggia il partito Soglasie, esattamente e appunto avversario di quello in cui mi sono candidato io.

Come avrete capito dall’immancabile insulto d’esordio, l’autore di questo messaggio è Giulietto Chiesa, in risposta all’email di un suo lettore. E’ vero, quindi rettifico: Alfrēds Rubiks, ex-segretario del partito comunista lettone, golpista per conto dell’OMON, oggi non fa più parte del partito in cui si candiderà Chiesa. Alfrēds Rubiks ne è stato semplicemente fondatore e dirigente fino a qualche anno fa, poi ne è uscito – con le sue gambe, ovviamente: non lo ha cacciato nessuno – e ora milita (non capeggia) in un partito di ispirazione moderata e socialdemocratica. L’errore è da attribuire alla mia piccola conoscenza della lingua russa e al fatto che le fonti in lingua inglese che ho trovato davano ancora Rubiks membro del PCTVL. Prendo atto che sul resto degli elementi di quell’articolo Chiesa non ha nulla da eccepire, per cui possiamo proseguire a discutere delle due questioni: se questa imprecisione veniale rende o no lecito pensare che io sia un cattivo giornalista, se quell’elenco di roba rende lecito o no pensare che Giulietto Chiesa abbia “nostalgie sovietiche”. Invece che continuare a ciurlare nel manico, a Chiesa basterebbe una frase, semplice e risolutiva, per darmi la figuraccia che secondo lui meriterei: «Non nutro alcuna nostalgia sovietica, le cose che ho visto accadere in Urss mi fanno orrore e sono profondamente dispiaciuto e pentito di essere stato per anni a libro paga del Pcus: ho sbagliato». Ci vuole molto?

P.S.: «Pare che abbia scritto sul suo blog»? Eddài, lo sappiamo che sei lì!