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Sotto a chi tocca

Tutti secondo pronostici i primi tre turni elettorali del mese.

In Slovacchia è stato rieletto dopo il secondo turno Ivan Gašparovič, socialdemocratico indipendente, con il 55,5% dei voti. La sua sfidante, la conservatrice Iveta Radičová, si è fermata al 44,4%. E’ interessante il fatto che al secondo turno sia andata a votare un bel po’ di gente in più, rispetto al primo turno.

Nessuna sorpresa neanche in Macedonia: vince il conservatore Gjorge Ivanov col 63% dei voti. Qui invece l’affluenza al secondo turno è scesa parecchio, ma la cosa fondamentale è che gli osservatori dell’Ocse non hanno registrato anomalie nel voto e si sono dichiarati soddisfatti della qualità del processo elettorale: un altro passo verso l’Unione Europea. Uno dei nodi che rimane da sciogliere l’ho scoperto ieri, ed è la controversia con la Grecia riguardo il nome del loro stato. Se avete tempo dateci un’occhiata, è abbastanza divertente.

Vittoria dei comunisti in Moldavia, che col 60,4% dei voti raggiungono il numero di seggi necessario ad eleggersi da soli il nuovo capo dello stato, sessantuno. E’ stato un risultato ottenuto sul filo di lana: se alla fine i seggi fossero stati sessanta si sarebbe dovuto tentare un qualche accordo con i partiti di opposizione, che però avrebbero certamente fatto muro, dato che lamentano continuamente violazioni dei loro diritti da parte del partito comunista. E se la votazione del capo dello stato va a vuoto per tre volte, la legge prevede addirittura che si ripetano le elezioni. Messa al sicuro la vittoria, i comunisti dovranno ora scegliere il successore dell’attuale presidente Voronin, che è alla fine del suo secondo mandato: i papabili oggi sembrano essere Marian Lupu, l’attuale primo ministro Zinaida Greceanîi e il democristiano Iurie Roşca, già sostenitore di Voronin nel 2005.