L’Italia che c’è

Qualcuno potrebbe definirli «i senza voce». E’ l’Italia che la crisi economica rischia di mettere ai margini della società: un’Italia che fatica a trovare spazio sui giornali e in tv e che sembra essere l’ultima delle preoccupazioni del governo. Trentenni con contratti a termine che non saranno rinnovati, cinquantenni alle prese con la ricerca di una nuova professione, laureati costretti a lavorare nei call center, ricercatori penalizzati dai tagli all’università e costretti a emigrare all’estero. Voci che da sole non riescono a contare quanto dovrebbero, ma che unite possono invece raccontarsi, confrontarsi e contare. Questo lo scopo del sito internet Italia Nascosta, un progetto del Partito Democratico.

«Uno strumento per organizzare incontri, metterli in rete tra loro, scambiarsi opinioni e suggerimenti, far crescere proposte che possano tradursi in iniziative concrete e diventare utili per molti, per tutti». Promosso da Federica Mogherini, Maurizio Martina, Elisa Meloni e Giuseppe Lupo, tutti componenti della segreteria nazionale del Pd, il sito si propone come collettore dei racconti e delle storie di un’Italia che si vede poco e che quasi niente conta nelle scelte della politica. Non si tratta però di un raccoglitore verticale, bensì di una piattaforma interattiva aperta e orizzontale: oltre alla possibilità di inviare le proprie testimonianze, i partecipanti al sito potranno organizzare degli incontri in maniera completamente autonoma, cercare e trovare i meeting più vicini al posto in cui vivono, entrare in contatto con persone nella loro stessa situazione ed elaborare insieme analisi e proposte. Una strategia moderna per stimolare la politica e l’opinione pubblica nel modo più tradizionale: facendo sentire la propria voce. Diventando un gruppo di pressione, una lobby. La lobby dei senza voce.

Il progetto sarà presentato ufficialmente la prossima settimana dal segretario Dario Franceschini e promette di durare ben oltre l’attuale campagna elettorale. «Si tratta di uno strumento che ha grandi potenzialità anche sul medio e lungo termine, perché chiama i cittadini a una partecipazione diretta, a far emergere la loro storia»: parola di Federica Mogherini, le cui parole aprono il video che campeggia in alto alla pagina web e spiega le ragioni del progetto. Partecipare è estremamente semplice: basta una rapida registrazione per collocare la propria bandierina su una mappa dell’Italia e scoprire chi si è già registrato nella propria città. Un clic per scorrere l’elenco degli incontri e decidere a quali partecipare, un altro per scrivere e inviare la propria testimonianza, magari allegando una foto o un video. E poi un calderone con dentro le storie di tutti coloro che hanno deciso di raccontarsi e far sentire la propra voce. Chissà, forse potrà essere anche un modo efficace per sentirsi meno soli. Di certo potrà funzionare da centro di aggregazione e megafono di un’Italia che c’è e vuol farsi sentire. Per non nascondersi più.

(per l’Unità di oggi, a pag. 14)