Francesco CostaWhen in trouble, go big

Francesco Costa

When in trouble, go big

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Dopo i giornali, il mio pc s’è mangiato pure la tv

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30/03/2009

Vi racconto una cosa che mi è successa e mi che sta succedendo, però prima serve una premessa, così da non correre il minimo rischio di essere equivocato. Avete presente quelli che raccontano fieri di aver buttato la televisione, che dicono «ah, quanto vivo bene da quanto ho venduto la tv», «leggo più libri», eccetera? Ecco, io non li sopporto. Non tanto in ragione di una qualche particolare stima della tv italiana, quanto perché quello snobismo già di per sé molto fastidioso mi sembra anche un po’ un campanello d’allarme: uno che dice «butta la tv, ti cambia la vita» avrebbe probabilmente da ridire anche sulla mia passione per McDonald’s – nonché per gli Stati Uniti, per Football Manager, eccetera – e insomma, avete capito il tipo. Spesso poi in Italia chi non guarda la tv “per scelta” è convinto di essere protagonista di chissà quale operazione di boicottaggio corsaro ai danni di Berlusconi, e questo mi ha sempre fatto ridere. Fine della premessa.

Dicevo, vi racconto una cosa che mi è successa e che mi sta succedendo. A un certo punto, a febbraio, a casa mia non è più arrivato il segnale della tv. Ho attaccato e ri-attaccato i cavi e le mie due tv continuavano a non funzionare. Chiederò ai vicini se a loro funziona, mi sono detto. Oppure chiederò al padrone di casa di darmi il numero dell’amministratore del condominio, così da chiamarlo e segnalargli il guasto. Magari nel frattempo qualcuno che ha il mio stesso problema e meno cose da fare si attiva e fa sì che il segnale torni anche a me. Non è successo niente di tutto questo. Le volte (poche) che ho incontrato i vicini, mi sono dimenticato di chiedergli se la loro tv funzionava. Dopo un mese mi sono ricordato di chiedere al padrone di casa il numero dell’amministratore, ma non l’ho ancora chiamato. Me ne dimentico. Me ne ricordo sempre negli orari in cui non posso o non voglio chiamare: mentre lavoro, sotto la doccia, a tarda notte. Ormai mi sono abituato alla mancanza del sottofondo televisivo e non faccio nemmeno più il pensiero «ora accendo la tv» la mattina o prima di andare a dormire. Ora, non scopro certo l’acqua calda: si può fare tranquillamente a meno della televisione. Ma questo non vuol dire niente: si può fare a meno di (quasi) tutto. Il punto è quanto se ne soffre. Se Fastweb interrompesse il mio abbonamento internet mi attaccherei istantaneamente al telefono tormentando i tecnici fino alla risoluzione del guasto, sfinirei la connessione del mio cellulare, bivaccherei negli internet point. Lo so per certo, è già successo. Invece mi staccano il segnale della tv e io rimando, mi dimentico, lo faccio domani, chi se ne importa.

La cosa strana, tra l’altro, è che in realtà continuo a guardare un bel po’ di tv. Guardo i video di Zoro per Parla con me e l’Era Glaciale. Guardo lo sport: la serie A, la nazionale, il Superbowl, qualche partita di calcio boliviano su Sportitalia per prendere sonno. Recentemente ho visto Saviano a Che tempo che fa e la puntata di Report su Catania. Ho visto qualche spezzone del festival di Sanremo. Quando sto facendo altro – spesso la sera, quando cucino – e voglio guardare qualcosa senza essere costretto a dedicarvi troppa attenzione, metto SkyTg24, una vecchia intervista barbarica o un qualche spezzone di Fiorello o della Littizzetto, preso da Youtube. Guardo anche un po’ di tv americana: qualcosa del SNL, ogni tanto un pezzo di Letterman o di Jay Leno o di Jon Stewart. E poi le serie tv: ultimamente soprattutto 30 Rock, ma ora che mi sono rimesso in pari con la programmazione americana riprenderò il mio caro West Wing. E sono in arretrato con la settima stagione di 24 e la quinta di Lost. Dall’altra parte, non mi ricordo dell’ultima volta che ho visto un telegiornale. Chi conduce Striscia la notizia? Quando qualcuno a lavoro fa una battuta citando la battuta di uno spot pubblicitario, io non la capisco mai. Tutti mi parlano bene di X-Factor, ma proprio non ce la faccio a tornare a casa e mettermi seduto tre ore davanti alla tv, che andare a fare pipì devo aspettare la pubblicità. E poi non sono fatto per la serialità televisiva: dimenticherei continuamente i giorni e gli orari. Sono fatto per Emule: scarico e vedo quello che voglio, quando ho tempo e quando voglio.

Di fatto però continuo a guardare cose fatte per la televisione: Youtube è una miniera infinita e i canali televisivi che si possono vedere online sono tantissimi. Non mi sono separato dai programmi televisivi, per quanto raro sia trovare qualcosa che valga la pena vedere sulla tv italiana; mi sono separato solo dal mezzo televisivo, dall’uso del coso grosso e grigio sopra il tavolino. Se non mi suonasse banale e già sentito, vi direi che la rete sta cambiando anche il nostro modo di guardare la tv. Il mio di sicuro. Tutte queste ultime righe mi sembra di averle già lette da un’altra parte. Il fatto è che è vero. Non mi resta che sperare che un giorno il nostro modo di guardare la tv possa cambiarla, la tv. A quel punto mi toccherebbe telefonare davvero all’amministratore del condominio.

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