Francesco CostaWhen in trouble, go big

Francesco Costa

When in trouble, go big

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Il famigerato «territorio»

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09/03/2009

«Radicamento sul territorio» è una di quelle formulette divenute abusate e stantìe perché utilizzate a ogni occasione, spesso a sproposito. Un po’ come «società civile», «opposizione senza sconti», «tolleranza zero» e chissà quante altre. Parole svuotate di ogni significato, a furia di essere ripetute centinaia di volte, fuori contesto e col solo obiettivo di aggirare la domanda di questo o quell’interlocutore. Parole che però vogliono dire qualcosa, e lo sanno bene le centinaia di migliaia di persone che fanno politica nelle città o nei luoghi di lavoro – eccolo, il famigerato «territorio» –  e si ritrovano con scadenza quasi quotidiana a spiegare ai cittadini le proposte e le politiche per il paese del Partito Democratico. Il neosegretario del Pd Dario Franceschini ha parlato a lungo di valorizzazione del territorio, sia nel corso del suo lungo intervento all’assemblea nazionale che lo ha eletto segretario, sia nei giorni scorsi aprendo i lavori della nuova segreteria. Gli iscritti e i militanti lo aspettavano al varco: che sia la volta buona che si ricominci a dare significato a quell’astratta e abusata formuletta?

«La base lavora un sacco e ci crede molto – racconta Diana de Marchi, coordinatrice del circolo Pd “Pio La Torre” di Milano –  qui c’è sempre grande attenzione e dibattito rispetto alle vicende nazionali del partito ma la discussione è sempre costruttiva e propositiva. Franceschini ci ha convinto, abbiamo apprezzato la sua chiarezza e le sue prime mosse ci danno ottimismo». Da Milano a Roma, Luca Pioli – coordinatore del circolo Pd di Casal de’ pazzi – racconta: «L’elezione di Franceschini è stata metabolizzata in fretta anche da coloro che avrebbero preferito le primarie: merito del nuovo segretario. Con l’ascolto dei territori attraverso i segretari regionali si è scelto di superare il rapporto “mitico” tra leader e masse; con la nomina dell’esecutivo si è dato un segnale di attenzione al merito e alle esperienze territoriali». Secondo Arianna Benigni, già coordinatrice del circolo Pd “Villaggio Belvedere” di Pistoia, «l’umore della base è buono, ci ha molto colpito la determinazione di Franceschini e la sua intenzione di valorizzare il territorio, che abbiamo visto confermata dalle nomine alla segreteria. Spesso il lavoro fatto dai militanti sul territorio è stato vanificato dall’immagine sbagliata data dal partito in chiave nazionale: Franceschini può essere l’uomo giusto per ripartire». Anche Renzo Bufalino, coordinatore del circolo Pd di Montedoro, Caltanissetta, racconta di un cambiamento generale: «All’indomani delle dimissioni di Veltroni in tanti avrebbero preferito una consultazione immediata degli iscritti, attraverso le primarie o un congresso. Devo dire però che le prime mosse di Franceschini sono state molto apprezzate. La valorizzazione del territorio è fondamentale: spesso un buon lavoro fatto nei circoli ha un ruolo maggiore nell’andamento dei consensi rispetto alle polemiche nazionali». E i circoli online, previsti dallo statuto del Partito Democratico, come hanno preso questa attenzione alla tradizionale militanza sul territorio, condita talvolta persino di dichiarazioni derisorie nei confronti della rete? «Stiamo studiando per trovare l’equivalente su internet dei volantinaggi e del porta a porta – racconta Daniele Mazzini, coordinatore del primo circolo online del Pd, intitolato a Barack Obama – anche per dimostrare che la politica sul web è più seria di come certe dichiarazioni vorrebbero far credere. Molti dei nostri iscritti – prosegue Mazzini – sono approdati ad un circolo online proprio alla ricerca di novità e di un maggiore coinvolgimento; per questo le parole del nuovo segretario sono state apprezzate da quasi tutti, ma c’è attesa soprattutto per i fatti».

L’attesa per i fatti e i risultati è sicuramente condivisa, e pur nell’ottimismo di queste settimane non mancano le critiche alla linea del partito. «La segreteria è piaciuta, le nomine per le aree tematiche molto meno», racconta Mazzini. «Serve una strategia di lungo periodo: invece è come se il partito avesse completamente abbandonato a se stessi determinati luoghi», racconta Bufalino. Anche Luca Pioli chiede più determinazione: «Tutta questa storia del tesseramento che non è partito mi ha fatto incavolare: possibile che nessuno abbia detto che se le persone non si iscrivono non è per la volontà del fato quanto perché il nostro popolo è confuso e vuole sapere a cosa andrà ad aderire?». Sabato 21 marzo, all’Auditorium di Roma, avrà luogo la prima assemblea nazionale dei circoli del Partito Democratico: migliaia di persone arriveranno a Roma da tutta l’Italia. A Dario Franceschini il compito di dare la giusta direzione alle energie degli iscritti, perché si eviti che «radicamento sul territorio» torni a essere quella formuletta vuota di cui ci si ricorda solo quando non si sa con chi prendersela, analizzando l’ennesima sconfitta.

(per l’Unità)

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