Francesco CostaWhen in trouble, go big

Francesco Costa

When in trouble, go big

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19/02/2009

Sento tante persone brave e assennate dire che in fondo non c’è alternativa alla reggenza di Franceschini, che non c’è tempo di fare le primarie adesso e cose così. Io non sono d’accordo. Andare alle elezioni europee con un segretario a termine è un suicidio, una cosa dopo la quale rischia di non esserci alcun partito. Ma chi dovrebbe votarlo un partito senza leader? E quel leader con la data di scadenza appiccicata addosso che potere decisionale avrebbe al momento della composizione delle liste, giusto per fare un esempio? Se i militanti del partito sono nauseati al punto da pensare all’ipotesi di non votare Pd, ma chi dovrebbe votarlo? Chi, dopo sei mesi di dibattito correntizio e posizionamento strategico in vista del congresso? Chi, dopo questo spettacolo penoso?

Chi vuole salvare il Pd venga allo scoperto, ora o mai più. Chi vorrebbe farlo ma non lo fa per paura si assume le responsabilità della distruzione del centrosinistra, opera tra l’altro cominciata già parecchi anni fa. Chi parla del tempo che manca ciurla nel manico: il tempo c’è. Chi parla degli iscritti che mancano ciurla nel manico: gli iscritti ci sono, e se sono pochi è per colpa loro. C’è tempo da qui ad aprile per fare congresso e primarie, per poi iniziare la campagna elettorale. Sarà dura? Certo che sì. Ma almeno avremo una speranza. Se no è finita.

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