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La banalità dell’arte

Il 1° gennaio ha preso inizio il semestre di presidenza dell’Unione Europea della Repubblica Ceca. La Repubblica Ceca è entrata nell’Ue abbastanza di recente (era il 2004) e il suo governo è tra i più euroscettici di tutta l’Europa: capirete quindi perché – specie dopo i fuochi d’artificio del semestre Sarkozy – in tanti non sanno precisamente cosa aspettarsi da Mirek Topolánek, primo ministro ceco e presidente di turno dell’Ue.

Il primo botto risale a pochi giorni fa ed è piuttosto divertente. Nel tentativo di celebrare con un’opera d’arte il primo semestre di presidenza, il governo ceco ha commissionato allo scultore (ceco, ovviamente) David Černý la costruzione di una statua che raffigurasse l’Europa, chiedendogli di farsi affiancare da altri 26 scultori, uno per ogni altro paese membro. L’opera è costata quasi 400mila euro, si chiama “Entropa” ed è davvero tutto un programma. Eccetto un paio di soluzioni argute (vedi la Danimarca, raffigurata con dei Lego a formare la faccia di Maometto con la bomba al posto del turbante, come nelle discusse vignette di qualche tempo fa), Černý ha raffigurato le nazioni europee identificandole secondo i più classici dei luoghi comuni, non si capisce ancora se appositamente o involontariamente: ecco quindi che il Belgio diventa una scatola di cioccolatini, l’Olanda un posto sommerso dal mare di cui si salvano solo i minareti islamici, la Francia è avvolta da uno striscione che invita allo sciopero, la Svezia è uno scatolone Ikea, il Lussemburgo un puntino con grande bandierina “For sale”, la Germania è un ingorgo d’auto a forma di svastica nazista, la Spagna un grande cantiere edilizio, l’Italia – ovviamente – un campo di calcio, la Romania il castello di Dracula, sulla Lituania cinque soldati fanno la pipì sulla Russia. I più incazzati di tutti però sono i bulgari, entrati nell’Ue appena ieri e accolti con una rappresentazione a forma di bagno turco (in riferimento ai secoli di dominio turco nella zona): non ci crederete, ma il governo bulgaro ha convocato l’ambasciatore ceco e ha chiesto ufficialmente di essere rimossa dal monumento.

Immagino vi starete chiedendo: passi per lo scultore ceco, ma possibile che nessuno degli altri 26 scultori abbia avuto nulla da ridire su nessuna di queste scelte? Lo hanno chiesto anche a Černý e lui ha ammesso, candidamente, che ha fatto tutto da solo facendosi aiutare da due amici, inventandosi persino nomi, siti web e opere dei 26 scultori fantasma:

“We knew the truth would come out. But before that we wanted to find out if Europe is able to laugh at itself.”