Ci prendo sempre – terza posizione*

In realtà i rischi che il petrolio si riversi in mare sono inferiori a quanto si pensi comunemente. Primo: le petroliere sono molto meno vulnerabili di quanto si creda. Secondo: i conflitti regionali non alterano il traffico, e gli attacchi terroristici contro le navi hanno avuto a stento qualche conseguenza sui prezzi. Terzo: solo la potenza navale degli Stati Uniti potrebbe seriamente distruggere i carichi di petrolio.

Lo hanno scritto Dennis Blair e Kenneth Lieberthal su Foreign Affairs, nel giugno del 2007. Il 15 novembre un gruppo di pirati somali ha attaccato una petroliera che trasportava due milioni di barili di petrolio. Fu solo il primo di una serie di altri attacchi, concentrati nel Golfo di Aden. Il Golfo di Aden, dal quale passa ogni giorno il 4% del petrolio di tutto il mondo, non era nella lista dei checkpoint strategici dove le petroliere sapevano di poter essere intercettate: una lista compilata proprio da Blair e Lieberthal. La speranza è che Blair mostri maggiore lucidità se, come sembra, sarà scelto come direttore nazionale dell’intelligence da Barack Obama.

*da qui. Se non potete aspettare lì le trovate tutte e dieci, se no qui ve ne beccate una al giorno, tradotta in italiano