Chi sbaglia paga

Non credevo fosse necessario ribadirlo, ma male non fa: qui non si tifa per Riccardo Villari. Riccardo Villari non mi piace, non mi piace il suo atteggiamento da “era nell’aria”, non mi piace che non si sia ancora dimesso, sebbene non credo si debba sentire in nessun modo obbligato a farlo. Non mi piace al punto tale che non lo avrei mai candidato alle elezioni politiche. Il Pd lo ha candidato, invece, preferendolo a tanti altri. Se fai il partito nuovo e poi lasci fuori decine di persone brave e in gamba e metti dentro gente che è andata a scuola da Mastella e Buttiglione, questo è il minimo che ti puoi aspettare. Anzi: è il minimo che ti meriti.


17 November 2008, 1.01 pm

Meno male

I democratici del nord non sono tutti come questi qui


, 12.52 pm

links for 2008-11-16


, 8.02 am

Il senso della misura

“Dico io: i provider bloccano i siti porno e pedofili, non si potrebbe far la stessa cosa con la musica piratata? Il mio disco è su eMule da una settimana, è una vergogna”.
Laura Pausini

(confesso: inizialmente il titolo di questo post doveva essere ‘Stacce’)


16 November 2008, 2.42 pm

Cui prodest

Matteo Rizzolli fa alcune interessanti domande all’Onda


, 2.37 pm

links for 2008-11-15


, 8.02 am

Dai nemici mi guardo io

Barack Obama continua a non sbagliare un colpo, o almeno ci prova. La strategia che sta portando il president-elect a riempire il suo gabinetto di rivali o potenziali tali - il cosiddetto team of rivals di cui si parla un po’ dappertutto - non è indice (solo) di una qualche intenzione tessitrice à la “scurdamuce ‘o passato”. Piuttosto, quella di Obama è la mossa lucida e intelligente di chi sa quanti danni può fare alla presidenza un senatore o un deputato che vuole candidarsi alla Casa Bianca alle prossime elezioni: gente come Ted Kennedy e come John McCain, giusto per fare due nomi, ha guadagnato enorme popolarità proprio opponendosi dall’aula del congresso alle decisioni di un presidente del suo partito. Il messaggio che vuol dare Obama è, quindi: cari Kerry, Clinton, Richardson e co., dovrete congelare le vostre aspirazioni almeno fino al 2012. Chi a quella data - o magari quattro anni dopo - vorrà avere qualcosa da dire in relazione a una candidatura alle presidenziali, farà bene a vantare un bel curriculum di risultati conseguiti in questa amministrazione. Se affondo io, affondiamo tutti; se vado forte io, andate forte tutti. Tutto ora è vedere se i rivals accetteranno: se Hillary, Kerry e Richardson entreranno in un gabinetto che sarebbe così a tutti gli effetti un dream team o se preferiranno fare i battitori liberi al congresso, visto che nel 2016 loro avranno otto anni di più e la generazione dei vari Kaine, Warner, Brown e Casey sarà più che pronta per pensare alla presidenza.


15 November 2008, 8.58 pm

Speriamo non lo veda Veltroni

Benjamin Netanyahu ha preso spunto da qualcuno per il sito internet della sua campagna elettorale (via Paferrobyday)


, 7.52 pm

Con riserva

Ieri sul Riformista c’era la storia terribile di Reza Alinejad, un ragazzo di 23 che sarà presto impiccato in Iran per aver ucciso per sbaglio un uomo che voleva aggredirlo quando aveva 17 anni. Il caso di Reza mi ha fatto scoprire l’ennesima cosa scandalosa riguardo l’Onu: è stato concesso all’Iran di firmare la Dichiarazione Internazionale per i Diritti del Bambino, con riserva per quei reati che violano la legge islamica


, 7.25 pm

links for 2008-11-14

  • Tradizionalmente, i presidenti Usa indirizzano ogni domenica un messaggio radiofonico alla nazione. Obama il messaggio settimanale lo manderà su Youtube (sulla radio rimane, ovviamente)
  • Ieri è iniziato Studio 60, in italiano, sul digitale terrestre

, 8.02 am

Presto l’ampolla democratica a Pontida

Mi accorgo solo ora che l’inseguimento e lo scopiazzamento delle cose peggiori della destra da parte del Pd ha raggiunto vette inenarrabili


14 November 2008, 8.20 pm

L’avranno letto, stavolta?

Ho scritto per l’Unità del ritorno del famigerato disegno di legge Levi sull’editoria


, 7.33 pm

Memoria lunga

Ma secondo voi, l’Antonio Di Pietro che ciancia di regime e Videla a destra e a manca è lo stesso Antonio Di Pietro che votò no all’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova?


, 6.14 pm

Alcune cose sulla questione Villari-Orlando

Primo: non esiste alcuna norma (costituzionale o no) che obblighi la maggioranza a lasciare che sia l’opposizione a determinare i presidenti delle commissioni di vigilanza e controllo, quindi intanto possiamo smetterla di parlare di regime e dittatura e Videla, ché siamo ridicoli.

Secondo: è prassi fare in questo modo, è cosa buona e giusta, e solitamente maggioranza e opposizione si accordano - si accordano - su un nome dell’opposizione. E’ quello che è sempre successo, chiunque abbia governato, ed è quello che è successo anche in questa legislatura per la commissione di controllo sui servizi segreti. Si accordano vuol dire si accordano, trattano, si parlano, e non esiste possibilità di accordo quando una delle due parti dice che o si fa così o niente. Fare così è anche un capolavoro di stupidità, dato che si è in minoranza e si fa questa battaglia - per giunta con pubbliche proposte di scambi di nomine, altra mossa geniale - per un candidato incompetente in materia, vecchio, sbroccato, pluritrombato e per giunta di un altro partito.
La conventio ad excludendum non è nei confronti dell’Idv, alla quale tutti - anche il Pd - hanno chiesto quantomeno di dare una rosa di nomi tra cui poter scegliere, una rosa di nomi di loro esponenti. La conventio ad excludendum è nei confronti di Orlando, e mi pare che quando si fa una trattativa e un accordo è legittimo che una delle due parti possa dire no su qualcosa, e poi ci si mette d’accordo.

C’è un problema di stupidità - si tratta di stupidità, per forza - del Partito Democratico, se i dirigenti decidono di inerpicarsi in questa solenne battaglia epocale con toni da fine-di-mondo quando era chiaro anche agli orbi che si sarebbe arrivati a una cosa come l’elezione di Villari, e quella cosa sarebbe andata bene a tutti eccetto che a loro. A Di Pietro l’elezione di Villari va molto meglio dell’elezione di Orlando, che poi forse sarebbe pure passato al Pd; al Pdl va meglio Villari che Orlando, che era il candidato che legittimamente non volevano, e non perché è uno che denuncia gli intrallazzi di Berlusconi, bensì perché è uno - e con lui il suo partito - che sugli intrallazzi di Berlusconi si è costruito una carriera politica, che gli intrallazzi se li inventa quando non ci sono (è uno che accusò Falcone di essere connivente con la mafia, per dirne una) e che davanti a un moscerino direbbe che ha visto una tigre (vedi la storia del regime, di Videla, eccetera). E noi in mezzo come degli idioti a tenere il gioco di Di Pietro e Berlusconi.

Dovremmo indignarci per l’elezione di Villari? Dovremmo chiedergli di piegarsi al volere del partito per una faccenda di inutili poltrone, dopo che non lo abbiamo chiesto a nessuno, anche in casi ben più gravi? Dovremmo gridare all’allarme democratico perché all’inutile presidenza della commissione di vigilanza c’è un valido e onesto membro dell’opposizione? Perché è valido e onesto, no?, se no non lo avrebbero candidato alle elezioni, giusto? Villari si tenga la sua inutile poltrona, il Pd incassi questa meritatissima sconfitta, determinata non dalla smania di potere di Berlusconi ma dal proprio dilettantismo e dalla loro impreparazione. Qui, francamente, ne abbiamo abbastanza.


, 2.37 pm

Insomma, è stato un raptus

Sono tutti liberi da colpa i funzionari di polizia che ordinarono la mattanza nella scuola Diaz la notte fra il 20 e il 21 luglio 2001 a Genova. La sentenza arriva con sette anni e quattro mesi di ritardo: avremmo preferito aspettare ancora ma averne una più giusta. Assolti i vertici della polizia. Condannati tutti gli esecutori materiali dell’irruzione: Canterini che ha guidato l’assalto, Troiani e Burgio che hanno portato dentro la scuola le molotov perché sembrasse che le avevano trovate lì, una menzogna costruita come alibi.

Incolpevoli i superiori gerarchici, colpevoli i sottoposti: come se avessero agito di loro iniziativa. Come se tra le forze dell’ordine esistesse la possibilità di agire per capriccio, per un impulso del momento e non perché qualcuno ha ordinato di farlo. Impensabile, giusto? La novità è che d’ora innanzi sarà lecito. Giacché si è stabilito che la colpa è solo di chi tiene il manganello, non di chi glielo ha dato, d’ora in poi la cura di chi in divisa aggredisce sarà quella di coprirsi meglio il volto e non farsi riconoscere, di muoversi veloce e venire sfocato nelle foto. Gli altri, quelli negli uffici possono stare tranquilli. «Non posso far nulla, non è mica un’ambasciata», ha detto d’altra parte quella notte il capo della polizia De Gennaro a Bertinotti che gli chiedeva: intervieni. Gli agenti, lì, fanno quello che vogliono.

(Concita De Gregorio, sull’Unità di oggi)

update: qui i collegamenti ad altre chiacchiere a proposito


, 1.38 pm

links for 2008-11-13

  • E Ahmadinejad non è così sicuro della rielezione
  • A me questa pare la classica stronzata che si legge solo in Italia, tipo la liason tra Bush e Condoleeza Rice. Fare i corrispondenti dagli Usa per ridursi a scrivere delle cose che dice il National Enquirer è un'offesa verso chi quel lavoro lo farebbe più che volentieri, come il sottoscritto
  • Il capo dello staff di Joe Biden era già stato il capo dello staff di Al Gore

, 8.02 am

Dimmi con chi vai

Perché il Partito Democratico, lo avrete capito, è il partito in cui i consensi si contendono all’interno delle strutture, piuttosto che all’esterno; il partito dove i dirigenti puntano a vincere i congressi e le primarie, piuttosto che le elezioni.

Ho scritto per Giornalettismo delle alleanze del Pd e dell’illogica allegria seguita alla vittoria di Trento


13 November 2008, 5.12 pm

Un giorno tutto questo finirà

La situazione del Pd a Roma è perfettamente in linea a quella del Pd nazionale, cioè una schifezza.
Roma - che non è solo la capitale d’Italia, ma è anche il posto in cui si è presa la peggiore batosta elettorale degli ultimi anni - è senza un segretario cittadino e un segretario regionale da mesi, e non si è ancora capito come bisognerebbe eleggere i rappresentanti di queste due cariche. O meglio, il come lo si sta iniziando a capire, cioè in un modo che contraddice palesemente lo statuto del partito, ma si è tardato così tanto perché non ci si è messi d’accordo sui nomi, come sempre. Nel frattempo che ci si metteva d’accordo sui nomi, solita pantomima: prima si dice che le primarie non si fanno, poi si dice che si fanno, quindi si dice di una candidatura Morassut a segretario regionale, poi si torna indietro e di nuovo niente primarie, poi si dice di una candidatura Cuperlo (un friulano cresciuto in Emilia ed eletto in Toscana: quando si dice l’uomo giusto), poi si dice di uno stop a Cuperlo per far fare a Morassut la fine di Veltroni, cioè del candidato che non spacca il partito così che il partito possa spaccare lui al primo passo falso.

Non ci rimane che la speranza che esista un limite all’autolesionismo di questo partito e al distacco dalla realtà dei suoi dirigenti, ma la vedo dura.

P.S.: Anche i buoni, dall’altro lato, non se la passano bene, e iniziative come questo sciopero della fame di Roberto Giachetti sono, seppur condivisibili nel merito, completamente ridicole nel metodo. Ci vorrebbe un po’ di decenza e senso della misura: la scelta sul fare o no le primarie a Roma è una questione politica legittima e opinabile, non sono in ballo diritti umani. Lo sciopero della fame in queste circostanze non è una “iniziativa non violenta” ma è, piuttosto, un ricatto violento verso chi si trova a prendere una decisione politica. Vuol dire che ora o si fa come dice Giachetti o Giachetti muore. Perché Giachetti si lascia morire se non facciamo le primarie a Roma, vero?

aggiornamento: mentre si decide di far eleggere il segretario regionale dall’assemblea regionale, è ancora in vigore - nonché raggiungibile sul sito del Pd Lazio, grazie a Corrado - un regolamento che stabilisce che il segretario sarà eletto il 13 dicembre, tramite elezioni primarie. Dilettanti allo sbaraglio, dilettanti allo sbaraglio


, 4.39 pm

Sul serio

Qualcuno aveva un solo dubbio sul fatto che questa storia imbarazzante di Orlando alla commissione di vigilanza sarebbe finita così?


, 4.02 pm

Liberandoci dai luoghi comuni

Neutrality does not exist in the face of murder.
Doing nothing to stop it is, in fact, choosing. It is not being neutral. *

Davanti all’immobilismo - peggio: alla fuga - dell’Onu dallo scenario agghiacciante del Congo, tacciano tutti i sostenitori a spada tratta del multilateralismo senza se e senza ma. Se ci fosse un qualsiasi paese che in maniera completamente unilaterale decidesse di mandare delle truppe a difendere i civili inermi e stroncare le violenze, io lo sosterrei seduta stante.


, 1.50 pm
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