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	<title>Francesco Costa &#124; Il Post</title>
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		<title>L&#8217;intercambiabilità delle piazze</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:06:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo che ho scritto per IL di questo mese parla di una cosa di cui ho scritto anche qui sul blog, in modo disordinato, qualche tempo fa. Di una delle poche cose che negli ultimi trenta, quaranta, cinquant&#8217;anni non è cambiata quasi per niente, in Italia: il modo in cui le persone manifestano per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo che ho scritto per <em>IL</em> di questo mese parla di una cosa di cui ho scritto anche qui sul blog, in modo disordinato, qualche tempo fa. Di una delle poche cose che negli ultimi trenta, quaranta, cinquant&#8217;anni non è cambiata quasi per niente, in Italia: il modo in cui le persone manifestano per le proprie idee. Un format sempre uguale a se stesso, prevedibile, rassicurante, inutile e pericoloso. E che sapremmo già come cambiare.</p>
<blockquote><p>Sarebbe complicato fare un elenco dei modi in cui negli ultimi cinquant&#8217;anni sono cambiate la società, la politica, la cultura, il giornalismo. Servirebbero molti libri e forse non ne verremmo a capo comunque.Nonostante questi cambiamenti epocali e globali abbiano tutti investito l&#8217;Italia, con molte sfumature, c&#8217;è una cosa che da queste parti non è cambiata per niente: ed è una cosa importante, per la politica, per la società, per il giornalismo, per definire quello che siamo. È il modo in cui le persone manifestano per le proprie idee.</p>
<p>Il 15 ottobre del 2011 milioni di persone in tutto il mondo hanno partecipato alle manifestazioni dei cosiddetti &#8221;indignati&#8221;. Come sappiamo, quel giorno Roma è stata l&#8217;unica città del mondo a registrare scontri e violenze. C&#8217;è però un&#8217;altra cosa importante. Quel giorno Roma è stata anche l&#8217;unica città al mondo in cui i manifestanti – giovani, moderni, internettari &#8211; hanno deciso di puntare sul più ortodosso dei cortei e non sull&#8217;occupazione simbolica di un luogo pubblico, come era accaduto in Spagna, in Israele, negli Stati Uniti, per non parlare del Nordafrica. Un anno prima il cosiddetto &#8220;No B. Day&#8221;, la manifestazione contro Silvio Berlusconi organizzata-dal-basso, aveva percorso la stessa strada. Lo stesso vale per la manifestazione della Fiom dello scorso 9 marzo o per quelle autunnali ricorrenti degli studenti. Il discorso non coinvolge solo la sinistra: il centrodestra scelse un identico copione per la manifestazione del 2006 contro Romano Prodi.</p>
<p>Il corteo in Italia è un rito che si ripete sempre uguale a sé stesso, a prescindere da chi organizzi la manifestazione e da quali siano i suoi scopi: spesso anzi quegli scopi sono indistinguibili e i temi dei cortei diventano confusi e intercambiabili. Il format è uguale da decenni.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">(<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-14/come-riscrivere-antico-format-175319.shtml?uuid=Ab7ycacF">continua a leggere sul sito del Sole 24 Ore</a>)</p>
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		<title>When in trouble, go small (very small)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescocosta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[giuliano pisapia]]></category>
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		<description><![CDATA[And pay for the consequences. «Sui giovani di Macao credo che debbano decidere altre istituzioni dello Stato, non il Comune di Milano (…) il tema dell’occupazione di una casa privata è una questione di ordine pubblico e devono prendere delle decisioni altri organi» Così ieri Giuliano Pisapia sulla Torre Galfa, abbandonata da 15 anni, occupata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>And pay for the consequences.</p>
<blockquote><p>«Sui giovani di Macao credo che debbano decidere altre istituzioni dello Stato, non il Comune di Milano (…) il tema dell’occupazione di una casa privata è una questione di ordine pubblico e devono prendere delle decisioni altri organi»</p></blockquote>
<p>Così <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/14/pisapia-sulla-torre-galfa-occupata/">ieri</a> Giuliano Pisapia sulla Torre Galfa, abbandonata da 15 anni, <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/05/occupazione-della-torre-galfa-milano/">occupata pochi giorni fa</a>, sgomberata stamattina. Poteva dire qualsiasi cosa, da &#8220;vengo anche io&#8221; a &#8220;manderò la polizia&#8221;, ha detto probabilmente la peggiore. Oltre a essere il responsabile finale di quasi tutto quello che succede in città, anche sull&#8217;ordine pubblico &#8211; altro che &#8220;credo che debbano decidere altre istituzioni&#8221; &#8211; il sindaco ha un potere politico, di peso e influenza. Se si comporta, per pavidità o indecisione, come se non avesse questo potere, lo perde.</p>
<p><em>(il titolo del post fa riferimento a <a href="http://www.francescocosta.net/2012/05/09/lha-fatto-di-nuovo/">questo</a>, cioè la regola aurea che ogni politico dovrebbe sempre seguire)</em></p>
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		<title>L&#8217;ha fatto di nuovo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 20:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescocosta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi legge questo blog questa storia la conosce: una delle migliori qualità di Barack Obama è sapersi tirar fuori di slancio dai momenti di difficoltà. Dove gli altri politici minimizzano, si avvitano, cercano scappatoie e formule di circostanza, Obama sale sul podio, passa all’attacco e ribalta la situazione. La più nota di queste mosse è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi legge questo blog <a href="http://www.francescocosta.net/2009/09/03/going-big/">questa storia</a> <a href="http://www.francescocosta.net/2010/08/21/un-presidente-esternatore-non-cossiga-un-altro/">la conosce</a>: una delle migliori qualità di Barack Obama è sapersi tirar fuori di slancio dai momenti di difficoltà. Dove gli altri politici minimizzano, si avvitano, cercano scappatoie e formule di circostanza, Obama sale sul podio, passa all’attacco e ribalta la situazione. La più nota di queste mosse è il discorso <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zrp-v2tHaDo">A more perfect union</a>, che nel 2008 doveva servire a chiudere le polemiche provocate dalle dichiarazioni del reverendo Wright e fece molto di più, risollevando Obama e consegnandogli un posto nella Storia prima ancora di arrivare alla Casa Bianca. Ce ne sono state molte altre. Ben Smith ha sintetizzato così questo approccio: “When in trouble, go big”. Regola che ogni politico dovrebbe imparare a memoria.</p>
<p>Oggi Obama l&#8217;ha fatto di nuovo. Dopo anni di lotte e cambiamenti sociali, dopo mesi di battaglie politiche in ogni stato, <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/24/il-maryland-approva-i-matrimoni-gay/">alcune vinte</a> e <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/17/matrimonio-gay-new-jersey/">alcune perse</a>, dopo <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/07/joe-biden-i-matrimoni-gay-e-will-grace/">la dichiarazione del fantastico Joe Biden</a>, dopo l&#8217;orribile <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/09/il-north-carolina-ha-vietato-i-matrimoni-gay/">referendum</a> di ieri in North Carolina, la Casa Bianca ha organizzato rapidamente un&#8217;intervista con la ABC <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/09/obama-appoggia-matrimonio-gay/">e Obama è andato <em>big</em> sui matrimoni gay</a>. Nonostante questa sia ancora una posizione tendenzialmente poco popolare, su un tema divisivo, nonostante manchino quattro mesi alle elezioni presidenziali e Obama non sia certo sicuro della rielezione: cose così normalmente non si fanno, a questo punto. Si fanno, forse, solo nel secondo mandato. E per questo oggi è un bel giorno anche per quelli che fanno politica.</p>
<p>Volendo parlare di cose per impallinati &#8211; che non sono così importanti, oggi, ma è sempre utile capirle &#8211; naturalmente Obama non ha alcuna intenzione di suicidarsi politicamente. L&#8217;analisi migliore della situazione <a href="http://www.politico.com/blogs/burns-haberman/2012/05/what-obama-will-say-on-gay-marriage-122931.html">l&#8217;ha fatta Maggie Haberman su Politico</a>. Il sostegno politico al matrimonio gay per Obama può essere un guaio in diversi stati, alcuni oggi in bilico tra repubblicani e democratici. Può essere un guaio ben peggiore però mostrarsi tentennante, cincischiare, essere percepito come debole e opportunista davanti a un tema importante. Il presidente deve fare il presidente, se vuole fare il presidente. La mossa rende vulnerabile Obama in tre segmenti di elettori: bianchi anziani, neri, ispanici. Nella prima categoria ci sono moltissimi di quelli che comunque non lo avrebbero votato. Nelle altre due categorie Obama va fortissimo e Romney è molto debole. Dall&#8217;altra parte, se Romney vorrà attaccare selvaggiamente Obama su questo tema, lo farà rischiando di inimicarsi due importanti segmenti di elettori che sono in maggioranza a favore del matrimonio gay: indipendenti e under 40. Elettori che Romney non può permettersi di perdere. Il tutto, poi, accade in un ciclo elettorale nel quale l&#8217;economia è praticamente l&#8217;unico tema che conta, anche a fronte della notizia di oggi. <a href="https://twitter.com/#!/Pres_Bartlet/status/200306800015323136">Game on</a>.</p>
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		<title>L&#8217;analisi del voto</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:31:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutte le persone con cui mi è capitato di parlare di politica negli ultimi quattro anni mi hanno sentito ripetere la stessa cosa, e probabilmente l&#8217;ho scritta da qualche parte anche qui: che la fine di Berlusconi avrebbe sconquassato il quadro politico così come lo conosciamo, rimescolando schemi e rapporti di forza, che un partito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le persone con cui mi è capitato di parlare di politica negli ultimi quattro anni mi hanno sentito ripetere la stessa cosa, e probabilmente l&#8217;ho scritta da qualche parte anche qui: che la fine di Berlusconi avrebbe sconquassato il quadro politico così come lo conosciamo, rimescolando schemi e rapporti di forza, che un partito come il PD sarebbe stato avvantaggiato dal fatto che non è un partito personale e allo stesso tempo svantaggiato dal complessivo slittamento a destra dell&#8217;opinione pubblica avvenuto negli ultimi dieci, quindici anni &#8211; <a href="http://www.francescocosta.net/2011/03/16/viva-lantiberlusconismo/">compresa l&#8217;opinione pubblica antiberlusconiana</a> e <a href="http://www.francescocosta.net/2009/03/31/lo-psiconano-e-un-razzista-ha-detto-che-obama-e-abbronzato/">che si considera</a> <a href="http://www.francescocosta.net/2009/04/03/l-ultima-ideologia/">di sinistra</a>.</p>
<p>È quello che sta succedendo. Berlusconi è scomparso: non ha più significativi incarichi politici, non ha fatto campagna elettorale, non si è nemmeno fatto vedere allo stadio, mentre si votava <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/07/le-foto-dellinsediamento-di-putin/">era in Russia a farsi gli affari suoi</a>, i suoi amici <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/07/ferrara-berlusconi-non-ha-la-minima-idea-di-cosa-fare/">dicono</a> che non ci sta capendo niente, e il risultato è che il PdL si è squagliato. Il Terzo Polo, che lavora da anni col solo scopo di beneficiare della fine di Berlusconi, costruendo qualcosa di simile al Partito Popolare Europeo (o alla Democrazia Cristiana), che ha trovato la propria consacrazione politica nella nascita del governo Monti, non solo non ne ha approfittato ma anzi è collassato. Il PD è l&#8217;unico partito rimasto in piedi, e gliene va dato <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/08/partito-democratico-primo-partito/">giustamente</a> <a href="http://www.wittgenstein.it/2012/05/07/chi-ha-vinto/">merito</a>. Anche Sinistra e Libertà e Italia dei Valori si barcamenano.</p>
<p>Rimane la questione del Movimento 5 Stelle. I posti dove ha trovato i risultati migliori, su tutti Parma e Genova, sono anche i posti in cui il centrosinistra è andato meglio: segno che sfonda molto più a destra che a sinistra. Può essere allora il Movimento 5 Stelle il soggetto politico che, come Forza Italia nel 1994, si intesta la rappresentanza politica di un 20-25 per cento di elettori &#8220;giovani&#8221;, &#8220;moderni&#8221;, che ce l&#8217;hanno con lo Stato, i politici, gli immigrati, l&#8217;euro, la burocrazia e le tasse? Io non credo. Intendiamoci, le premesse ideologiche ci sarebbero. Toni, proposte, proclami, demagogie e vaghezze del Movimento 5 Stelle sono effettivamente molto vicine a quelle della prima destra berlusconiana, alcune sono pienamente sovrapponibili. L&#8217;argomento &#8220;Grillo è solo un megafono, lo votano tante brave persone&#8221; vale poco, a meno di non avere una visione caricaturale dell&#8217;elettorato e non sapere che anche tra gli elettori di Berlusconi c&#8217;erano e ci sono tante brave persone con desideri educati e di buon senso. Penso però che il risultato di queste amministrative per il Movimento 5 Stelle sia positivo ma non <em>abbastanza positivo</em> da permettergli ambizioni da grande partito nazionale. Mi spiego. </p>
<p><span id="more-9951"></span></p>
<p>Il risultato del Movimento 5 Stelle a queste amministrative cade nello stesso filone dei successi <a href="http://www.francescocosta.net/2009/06/07/guida-alla-lettura-dei-risultati/">dell&#8217;Italia dei Valori alle europee del 2009</a> o dei Radicali alle europee del 1999: risultati ottenuti da un partito che correva nelle migliori condizioni politiche possibili. Situazioni irripetibili. L&#8217;economia italiana attraversa oggi il suo peggior momento dalla fine della Seconda guerra mondiale. Tutto l&#8217;Occidente è sconquassato da una crisi economica che trova precedenti paragonabili soltanto nel 1929. L&#8217;Italia è governata da una coalizione di partiti rivali e diversissimi tra loro, accusati da anni dal M5S di essere &#8220;inciucisti&#8221;, &#8220;PdL e PDmenoelle&#8221;, e questi partiti si sono intestati riforme dalle conseguenze sociali molto pesanti. Quegli stessi partiti sono stati toccati recentissimamente da scandali di significative proporzioni. Le elezioni amministrative favoriscono formazioni piccole e liste civiche, rispetto alle elezioni politiche, e non richiedono personaggi e candidati noti a livello nazionale né grande presenza mediatica. Il campo politico del voto populista e di pancia a questo giro era praticamente libero: la Lega è stata azzoppata dagli scandali, Berlusconi non ha fatto campagna elettorale, <a href="http://www.francescocosta.net/2011/11/17/la-fine-di-idv-come-la-conosciamo/">Di Pietro è da tempo disinnescato</a>. Le amministrazioni uscenti a Genova e a Parma, i casi di maggior successo del Movimento 5 Stelle, erano state contestatissime, screditate, piene di guai e di fatto cadute in disgrazia. Genova è proprio la città di Grillo.</p>
<p>Il Movimento 5 Stelle probabilmente non avrà più l&#8217;occasione di concorrere alle elezioni in condizioni così favorevoli. Per questo penso che il risultato di queste amministrative ci abbia dato la misura della sua massima potenzialità espansiva: luna di miele a parte, chi non ha votato M5S questa volta probabilmente non lo voterà mai. Quando un partito di dimensioni intorno all’1-2 per cento giocò con condizioni così favorevoli &#8211; i Radicali nel 1999 &#8211; prese l’8,4 per cento. L’Italia dei Valori raddoppiò le dimensioni del suo consenso in un anno, in condizioni così favorevoli: prese il 4,3 per cento alle politiche del 2008 e l&#8217;8 per cento alle europee del 2009 (oggi i sondaggi danno l&#8217;IdV tra il 5 e il 6 per cento). Certo, il Movimento 5 Stelle si è preso uno spazio. Nelle città del centronord &#8211; e solo lì &#8211; può galleggiare stabilmente intorno al 5-6 per cento, che non è poco, può ottenere risultati straordinari in circostanze straordinarie e provocare cambiamenti anche negli altri partiti. È qui per restare, ma non nelle dimensioni di queste elezioni.</p>
<p>Resta la questione del voto in uscita dal centrodestra e di chi lo intercetterà. Una possibilità è che non lo intercetti nessuno di forte e strutturato, almeno per un periodo: un pezzo nell&#8217;astensione, un pezzo a Grillo, un pezzo alla Lega ricostruita. Un&#8217;altra possibilità è che succeda un altro cataclisma simile all&#8217;arrivo di Berlusconi nel 1994, capace di rimescolare tutto, ma non vedo chi possa avere questa forza dirompente (Montezemolo e i suoi potrebbero provarci). Un&#8217;altra possibilità è che torni Berlusconi &#8211; paura! &#8211; ma ci credo poco. Il Terzo Polo non mi sembra in grado di coltivare simili ambizioni, nemmeno in una sua versione rinnovata. E quindi non resta che il PD, unico partito rimasto in piedi. Può vincere le elezioni alla Hollande, diciamo, restando l&#8217;ultimo in piedi: andare sul sicuro, ma rischiare di fare la fine dei Progressisti del 1994. Oppure può cercare di intercettare un pezzetto dei consensi in uscita dal centrodestra, mettersi al centro del campo politico, fare da polo attrattivo verso gli elettori prima che verso i partiti, anche i potenziali alleati, su cui esercitare egemonia e influenza senza subalternità. Un tempo l&#8217;avremmo chiamata vocazione maggioritaria.</p>
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		<title>Contro i cazzotti educativi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 23:22:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla fine si torna sempre lì, alla violenza e al rapporto che abbiamo con la violenza. Ho avuto la sciagurata idea di scrivere su Twitter un paio di cose sull&#8217;aggressione dell&#8217;allenatore della Fiorentina a un suo calciatore, scoprendo che la grandissima maggioranza delle persone pensa che l&#8217;allenatore abbia fatto bene, che il ragazzetto viziato se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine <a href="http://www.francescocosta.net/2011/10/17/i-black-bloc-non-esistono/">si torna</a> <a href="http://www.francescocosta.net/2011/12/01/il-peggio-che-ce/">sempre lì</a>, <a href="http://www.francescocosta.net/2009/12/14/la-nausea/">alla violenza</a> e al rapporto che abbiamo con la violenza. Ho avuto la sciagurata idea di scrivere su Twitter un paio di cose <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/02/laggressione-di-delio-rossi-contro-adem-ljajic/">sull&#8217;aggressione dell&#8217;allenatore della Fiorentina a un suo calciatore</a>, scoprendo che la grandissima maggioranza delle persone pensa che l&#8217;allenatore abbia fatto bene, che il ragazzetto viziato se l&#8217;era meritata, che due cazzotti non hanno mai fatto male a nessuno, che il giocatore gli aveva mancato di rispetto e questo giustificava la reazione. Sono rimasto allibito e pure un po&#8217; spaventato. La gente non si picchia. Non solo non si picchia se tu hai cinquant&#8217;anni e sei il capo di un gruppo di ragazzini: la gente non si picchia e basta. Ho scoperto però che questo principio di civiltà basilare, elementare, ha la portata rivoluzionaria e sovversiva delle adozioni per i gay o dell&#8217;eutanasia o delle frontiere aperte. &#8220;Un papà può dare un ceffone a un figlio irrispettoso, no?&#8221;, mi è stato detto con tutta la tranquillità di questo mondo da persone probabilmente placidissime. Non oso pensare a cosa debba subire un bambino ancora oggi, nel 2012, a forza di ceffoni e cazzotti educativi, <a href="http://www.distantisaluti.com/evidentemente-a-qualcuno-ha-fatto-male-se-scrivi-queste-cazzate/">a forza di punizioni corporali</a>.</p>
<p>Poi c&#8217;è una questione altrettanto preoccupante, che ha a che fare con la superficialità con cui sosteniamo una tesi o un&#8217;altra per istinto, per riflesso pavloviano, senza farci sopra un pensiero uno. Si può stare dalla parte del ricco calciatore ventenne? No, certo che no. Come abbiamo imparato, <a href="http://www.francescocosta.net/2011/08/17/la-legge-e-uguale-anche-per-i-calciatori/">i calciatori non hanno diritti</a>, probabilmente in quanto giovani e ricchi. Il calciatore ventenne ha mancato di rispetto all&#8217;allenatore, &#8220;ha messo in dubbio la sua autorità&#8221;, ho letto, quindi ci sta che l&#8217;allenatore reagisca male e lo picchi. Ma basta togliere la parola &#8220;calciatore&#8221; per cambiare tutto. Un capoufficio cinquantenne che picchiasse un arrogantello dipendente ventenne che lo ha preso per il culo non otterrebbe applausi per il brillante intervento educativo. Sarebbe rimosso a furor di popolo, e denunciato. Non avremmo dubbi sulla parte da cui stare, sempre per il riflesso pavloviano. Se il lavoro del dipendente è il calciatore, però, il riflesso pavloviano ci fa dire la cosa opposta. E questo perché non ci abbiamo fatto un pensiero che sia uno, sulla questione: su cosa è giusto e cosa è sbagliato, su cosa si può fare, e quando, e se, e come. Parliamo a caso, per luoghi comuni, per sentito dire, per riflessi condizionati. Siamo messi male.</p>
<p><em>Ho inserito la moderazione nei commenti a causa di qualche utente con toni particolarmente indecenti o fuori tema. I commenti, per il resto, sono pieni di persone che non la pensano come me: se non vedete apparire il vostro commento non è perché censuro-il-dissenso. Voi direste che è perché avete bisogno di un paio di sganassoni.</em></p>
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		<title>28</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 07:00:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo post non ha a che fare con i giorni di febbraio. (ormai è un rito)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post non ha a che fare con i giorni di febbraio.</p>
<p><small>
<p style="text-align: right;">(<a href="http://www.francescocosta.net/2008/04/21/24/">ormai</a> <a href="http://www.francescocosta.net/2009/04/21/25-3/">è</a> <a href="http://www.francescocosta.net/2010/04/21/26/">un</a> <a href="http://www.francescocosta.net/2011/04/21/27/">rito</a>)</p>
<p></small></p>
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		<title>Occhio con le parole</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 10:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescocosta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato deludente la dichiarazione del ministro Cancellieri oggi alla Camera, riguardo la storia dei migranti rimpatriati con la bocca chiusa dallo scotch. Sorvoliamo su tutto il triste e sgradevole contesto del rimpatrio forzato e prendiamo per buona la versione delle forze dell&#8217;ordine, che è quella fornita dal ministro, anche se sarebbe il caso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato deludente <a href="http://www.ilpost.it/2012/04/20/lo-scotch-sulle-bocche-dei-migranti/">la dichiarazione</a> del ministro Cancellieri oggi alla Camera, riguardo la storia dei migranti rimpatriati con la bocca chiusa dallo scotch. Sorvoliamo su tutto il triste e sgradevole contesto del rimpatrio forzato e prendiamo per buona la versione delle forze dell&#8217;ordine, che è quella fornita dal ministro, anche se sarebbe il caso di ascoltare quella dei tunisini.</p>
<p>Cancellieri dice che l&#8217;uso dello scotch da pacchi è stato &#8220;del tutto estemporaneo&#8221; e volto a &#8220;fissare le mascherine ed evitare che i due cittadini algerini [...] potessero in qualunque modo rimuoverle&#8221;. Sul fatto che l&#8217;uso dello scotch fosse &#8220;del tutto estemporaneo&#8221;, per usare un eufemismo, fortunatamente non avevamo dubbi. Vista <a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=3783128697695&amp;set=p.3783128697695&amp;type=1&amp;theater">la foto</a>, a me pare abbastanza evidente che lo scotch non sia lì a fissare le mascherine bensì a chiudere la bocca, pure con parecchi giri attorno alla testa. Ma la foto non è nitida e posso sbagliarmi.</p>
<p>Il ministro peggiora però le cose qualche secondo dopo, quando dice che l’impiego del nastro adesivo è sbagliato non solo perché non previsto dalle norme ma perché &#8220;nei fatti si traduce in un comportamento che la coscienza collettiva percepisce come offensivo alla dignità della persona&#8221;. <em>La coscienza collettiva percepisce come offensivo?</em> Occhio. Occhio con le parole, anche quelle benintenzionate come queste. Primo: ci siamo dati delle leggi e dei principi, nazionali e internazionali, per capire che cosa è offensivo per la dignità della persona. In base a queste, possiamo dire tranquillamente che chiudere la bocca con lo scotch a qualcuno <em>è</em> offensivo verso la sua dignità. <em>È</em> un trattamento degradante e ingiustificato. <em>È</em>. Secondo: se proprio vogliamo tirare in ballo la &#8220;percezione della coscienza collettiva&#8221;, sarebbe interessante allargare l&#8217;estensione del suo giudizio a tutta la storia. Al rimpatrio forzato di due persone disperate al punto da essere disposte a ferirsi e rischiare (almeno) le botte pur di restare in Italia. Terzo: non vogliamo. Non vogliamo tirare in ballo la &#8220;percezione della coscienza collettiva&#8221; nel giudicare cosa per lo Stato è giusto e cosa per lo Stato è sbagliato, perché sappiamo che un tempo la &#8220;coscienza collettiva&#8221; avrebbe percepito come &#8220;offensivo&#8221; il matrimonio tra una donna bianca e un uomo nero, per fare un esempio tra cento, e oggi percepisce probabilmente come &#8220;offensivo&#8221; un bacio in pubblico tra due uomini, per fare un altro esempio. Non vogliamo. Ci basta avere delle leggi e avere la possibilità di cambiarle democraticamente.</p>
<p>&#8220;Chi ha chiuso la bocca con lo scotch a una persona ha fatto una cosa sbagliata e illegale e offensiva: per la dignità umana, per lo Stato e per i suoi colleghi. Indagheremo su quanto accaduto perché noi non siamo così e queste cose non le facciamo&#8221;. Bastava che il ministro Cancellieri dicesse così.</p>
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		<title>Consulenze gratuite</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 10:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescocosta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[enrica lexie]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se fossi Berlusconi, e fossi ancora interessato ad avere nel prossimo futuro un ruolo politico nazionale, in questo momento farei una cosa ben precisa. Lascerei temporaneamente l&#8217;Italia, le inchieste, il chiacchiericcio, i retroscena e tutto quanto. Andrei in India. Incontrerei i politici locali (meno quelli nazionali), farei dichiarazioni e conferenze stampa, cercherei l&#8217;intervento della Russia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fossi Berlusconi, e fossi ancora interessato ad avere nel prossimo futuro un ruolo politico nazionale, in questo momento farei una cosa ben precisa. Lascerei temporaneamente l&#8217;Italia, le inchieste, il chiacchiericcio, i retroscena e tutto quanto. Andrei in India. Incontrerei i politici locali (meno quelli nazionali), farei dichiarazioni e conferenze stampa, cercherei l&#8217;intervento della Russia tramite l&#8217;amico Putin, utilizzerei la mia influenza attraverso canali formali e informali, spingendomi anche dove un governo non potrebbe spingersi: prometterei investimenti delle mie aziende, amichevoli del Milan, quello che vi pare. E cercherei in ogni modo di far rilasciare i due marinai italiani arrestati lo scorso 19 febbraio. Il rischio flop è evidentemente molto alto, ma è un rischio sopportabile: chi criticherebbe Berlusconi probabilmente lo farebbe comunque e l&#8217;uomo deve già difendersi da accuse ben più pesanti di quello che potrebbe far passare come un eccesso di altruismo e voglia di <em>fare</em> qualcosa, invece che <em>parlare</em>. Se invece funzionasse, avrebbe vinto la lotteria.</p>
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		<title>Junk Pride</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 06:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescocosta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Schifezze]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono i giorni dell&#8217;orgoglio schifezzoso, evidentemente. via Nomfup e Andrea Salvadore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono i giorni dell&#8217;orgoglio schifezzoso, evidentemente.</p>
<p><iframe width="590" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/0BmnLW_Iguo" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><small>
<p style="text-align: right;">via <a href="http://nomfup.wordpress.com/2012/04/18/im-votin-it-2/">Nomfup</a> e <a href="http://www.americanatvblog.com/">Andrea Salvadore</a></p>
<p></small></p>
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		<title>Breve guida a una lettura consapevole delle notizie sulla Lega</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 12:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescocosta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[francesco belsito]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[roberto maroni]]></category>
		<category><![CDATA[umberto bossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Rapidamente, ché c&#8217;è in giro molto tifo, molta voglia di veder menare le mani e molta attesa e magari vi torna utile. Uno showdown tra Bossi e Maroni è ed è sempre stato improbabilissimo, per non dire impossibile: tra le altre cose lo avevo scritto su Twitter poco dopo le dimissioni di Bossi. Maroni non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rapidamente, ché c&#8217;è in giro molto tifo, molta voglia di veder menare le mani e molta attesa e magari vi torna utile. Uno showdown tra Bossi e Maroni è ed è sempre stato improbabilissimo, per non dire impossibile: tra le altre cose lo avevo scritto su Twitter poco dopo le dimissioni di Bossi.</p>
<blockquote class="twitter-tweet tw-align-center"><p>Maroni non può prendersi la Lega contro Bossi. Da tempo sua linea è: Bossi ingannato da cattivi, farli fuori, rendere Bossi totem ma innocuo</p>
<p>&mdash; Francesco Costa (@francescocosta) <a href="https://twitter.com/francescocosta/status/187939909670146048" data-datetime="2012-04-05T16:29:00+00:00">April 5, 2012</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>La cosa è stata confermata da tutto quello che è successo dopo. Maroni vuole moltissimo prendersi la Lega, <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/lega_maroni_dopo_bossi_potrei_non_essere_io_nuovo_segretario_federale/roberto_maroni-lega-umberto_bossi-segretario-dimissioni/15-04-2012/articolo-id=583155-page=0-comments=1">malgrado quello che a volte dice</a>, ma sa che è impossibile prendersi la Lega contro Bossi, per quello che è Bossi nella Lega. Quindi la strada è una sola: proclamare massima devozione a Bossi, mantenerlo come totem e mito fondativo, renderlo innocuo smantellando il cosiddetto &#8220;cerchio magico&#8221; e dare solo allo stesso &#8220;cerchio magico&#8221; e ai suoi anelli più deboli la responsabilità di quanto accaduto di imbarazzante e illecito. Una volta messe le cose in questo modo, le nuove notizie sui diamanti e i soldi che mancano, su Francesco Belsito e Rosy Mauro, giocano paradossalmente a favore di Bossi e Maroni. Rafforzano la loro linea: entro certi limiti, più ne escono e meglio è. </p>
<p>In questo senso, dal punto di vista politico, l&#8217;unica cosa che può cambiare la situazione e renderla imprevedibile è una svolta nell&#8217;inchiesta che coinvolga ancora più pesantemente Bossi o &#8211; improbabilissimo &#8211; tocchi lo stesso Maroni. Altrimenti il copione è già abbastanza scritto. La Lega subirà qualche ridimensionamento alle amministrative &#8211; parzialmente messo in conto, data la rottura col PdL che non se la passa meglio &#8211; celebrerà il congresso e ricomincerà con Maroni segretario e Bossi presidente eterno ma innocuo, alla Kim Il Sung.</p>
<p>(ultima cosa, importante: occhio a non confondere il caso Lega con il caso regione Lombardia, che sono due storie diverse)</p>
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