Oscar, Nobel.. Casa Bianca?

Al Goreuselections.jpgAl Gore ha vinto il premio Nobel per la pace e, stando a quel che ci raccontava qualche mese fa Federica Mogherini di ritorno dagli Usa riguardo le pressioni per una sua candidatura, la campagna elettorale per le primarie americane rischia di prendere una forte e imprevedibile accelerata. Ci sarà da divertirsi, sembra.
Detto questo, io non ho ancora visto Una scomoda verità. Al Gore non mi dispiace, ma non nutro grande passione verso il questo genere di documentari militanti spesso pieni di forzature e cose palesemente false (vedi Fahrenheit 9/11 o quello complottista sullo stesso tema girato in rete). Ora, sembra che anche il documentario di Gore contenga un po’ di fregnacce o, per dirla come l’Alta Corte di Londra, delle “non verità scomode”. Che dite, vale la pena di vederlo?


12 October 2007, 3.35 am

Basta

Datece un’altra sinistra
Nel senso di quella estrema, detta radicale; che in queste ore ha raggiunto il massimo del ridicolo, è accerchiata dal futuro Pd, dai futuri partiti moderati, ha perso contatto con lavoratori e sindacati e ora è arrivata a una situazione ridicola: i sindacati hanno votato il referendum sul lavoro, hanno votato sì al pacchetto sul welfare e i vari Giordano (Rifondazione) e Ferrero (Rifondazione), dopo essersi presi a sportellate con i Comunisti italiani (”Brogli, brogli, brogli!!”) ora pretendono di modificare in Parlamento quello che i suoi elettori, cioè i sindacati, hanno detto che in fondo va bene anche così. Ma di che stiamo parlando? Ma con chi stanno parlando? Ma cosa diavolo vogliono?
di Claudio Cerasa

La sinistra radicale è nel panico assoluto: presa in controtempo dal Pd, strattonata dalla Costituente Socialista che gli fa perdere pezzi, depressa per l’incapacità di decollare della Cosa rossa (chi l’avrebbe mai detto), in calo verticale nei sondaggi, senza uno straccio di strategia politica se non urlare, emarginati anche dai sindacati e dalla maggior parte dei lavoratori.. l’unica cosa che si sono saputi inventare è una manifestazione di piazza (è l’unica cosa che sanno fare, da sempre), e ora stanno facendo di tutto per non prendere quei fischi che prenderanno in ogni caso.

Bene, diciamolo una volta per tutte: lasciamoli perdere. L’area della sinistra radicale/massimalista è un’area politica che - specie continuando di questo passo - è destinata alla graduale emarginazione, così come è già avvenuto o sta avvenendo fortunatamente in tutte le moderne democrazie occidentali (e vi assicuro che continuano a vivere benissimo, c’è la massima libertà di espressione e le istituzioni funzionano meglio che da noi).
Per quel che mi riguarda, non darò mai più il mio sostegno a un governo o una coalizione elettorale che comprenda i partiti comunisti e i Verdi (finchè avranno come segretario quel buono a nulla); mai più sostegno a programmi costruiti su misura per tenere insieme due o più partiti. La prossima volta è il caso di partire dal programma: uno serio, snello, preciso e non contraddittorio. Chi ci sta ci sta, chi non ci sta continui pure a passeggiare col megafono in piazza. Perderemo? Non ne sono certo (molto dipende dal sistema elettorale) ma mi interessa poco: a parte il fascino di una buona sconfitta, vincere e andare avanti in questo modo è una tortura che non ci meritiamo, noi e il paese.


11 October 2007, 2.37 am

Verdetti

Giordano, interpretami questo.


10 October 2007, 12.05 pm

Salvate la rete da (certi) internauti

Abbiamo già scritto di come dopo il Vday decine di commentatori più o meno incompetenti abbiano detto delle cose improponibili su Internet e i blog. A suo tempo, vi segnalai anche quei pochi articoli scritti da persone competenti che valeva la pena leggere.

Succede allora che una associazione chiamata Anti Digital Divide decida di lanciare una petizione contro i giornalisti rei - a parer loro - di aver detto o scritto le cose più aberranti. I bersagli sono Filippo Facci, Giampiero Mughini e Paolo Garzotto. Sorvolo sulla scelta di uno dei mezzi più inutili per eccellenza per far sentire la propria voce (io ho appena firmato come Silvio Berlusconi, e potrei farlo infinite volte: non esistono filtri nè captcha nè verifiche di alcun tipo); sorvolo sulla decisione di attaccare alcune persone che avevano espresso giudizi fortemente critici sul Vday e su Beppe Grillo, oltre che sulla rete. Veniamo alle richieste piuttosto comiche fatte ai giornalisti e alle testate: oltre alle scuse del caso, il Giornale e il Foglio dovrebbero pubblicare per sette giorni un articolo di scuse in prima pagina, Mughini dovrebbe lasciare Controcampo perchè Controcampo ha un sito web, la Rai dovrebbe dedicare una trasmissione al Vday (un’altra? e poi, che c’entra con la rete e il digital divide?). Non credo di avere mai letto nulla di più comico, tant’è che oggi Filippo Facci - invece che difendersi o spiegare le sue ragioni - pubblica su Macchianera per intero e senza alcun intervento la petizione di Anti Digital Divide. E’ la migliore dimostrazione delle ragioni della sua tesi.

(continua a leggere)


9 October 2007, 6.00 am

Un uomo, un perchè/2 - Franco Giordano

Diceva Giolitti: “Le leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano”. Tale massima - che appare, come è evidente, piuttosto aberrante - è applicata alla lettera da Franco Giordano che, in relazione al referendum tra i lavoratori con oggetto il protocollo sul welfare (lo stesso protocollo che hanno firmato e contro cui ora protestano) sostiene ardito, data la probabile vittoria del sì:

“Abbiamo messo a giudizio critico il protocollo: il referendum va rispettato ma anche interpretato“.

Caro Giordano, la Cgil, la Cisl e la Uil hanno sottoscritto l’accordo (un accordo mediocre, tra l’altro, ma per ragioni opposte a quella da te lamentate). I tuoi ministri al governo hanno sottoscritto l’accordo. Quando anche i lavoratori daranno la loro approvazione, ci sarà ben poco da interpretare. I verdetti referendari si accettano, e basta.

Via Libero Pensiero


8 October 2007, 4.48 am

Grulli/2

Viva il limite di doppio mandato!
(vedi anche Viva la preferenza!)


2 October 2007, 2.42 am

Italietta

Il giornalaio, che poche settimane fa protestava perché Bersani voleva far vendere i giornali anche dal tabaccaio vicino alla sua edicola, ieri si è lamentato con me per i privilegi della politica. Il tassista, che poco tempo fa sfilava con Gasparri per impedire che venissero date nuove licenze di taxi, è indignato per i privilegi della politica. L’impiegato pubblico, che a metà giornata va a fare la spesa per la famiglia, non sopporta i privilegi della politica. L’architetto che ha chiesto a un assessore un occhio di riguardo per i suoi progetti, è stufo per i privilegi della politica. Il grande giornalista che per andare in lista chiedeva almeno diecimila voti assicurati dal partito è indignato per i privilegi della politica. Quell’altro giornalista che non può fare il sindaco perché si guadagna troppo poco scrive cose terribili sui privilegi della politica. A tarda età si possono scrivere intemerate sulla pubblica moralità ma se Gerardo Bianco fa con grande dignità e continuità il parlamentare Gian Antonio Stella si indigna. E’ l’Italia che ci meritiamo.
Peppino Caldarola


1 October 2007, 2.14 am

E chi va a dormire, adesso

uselections.jpgQuesta è assolutamente da non perdere. The Living Room Candidate: gli spot e i dettagli sulle campagne elettorali dei candidati alla presidenza Usa, dal 1952 ai giorni nostri.


30 September 2007, 3.57 pm

Fantapolitica: Italia, anno 2009

Va bene che in questo paese abbiamo perso da tempo la voglia di pensare al futuro, va bene che siamo già talmente in lotta col presente da non trovare un attimo per ragionare su un orizzonte un po’ più largo, va bene che l’attuale situazione politica è talmente traballante chè figuriamoci fare progetti o previsioni.. ma, ecco, vogliamo pensare a cosa potrebbe attenderci da qui a qualche mese?

Il punto di partenza è rappresentato dal presente, più le uniche cose che si possono ragionevolmente prevedere.
Il governo traballa, si piega, arretra, arranca ma ce la fa. Almeno finora. La maggioranza parlamentare, no. Perde pezzi ogni giorno che passa ed è vittima di una serie infinita di operazioni di riposizionamento che fanno cambiare lo scenario a ogni levar del sole. Gruppi parlamentari fioriscono come funghi. Al centro, in diversi si stanno smarcando con decisione: l’Udeur, l’Italia di Mezzo di Follini, i Liberaldemocratici di Dini, l’Unione democratica (sic) di Manzione e Bordon (fortunatamente qui avevamo capito da tempo che bisognava starne alla larga). A sinistra, l’emorragia di voti e la necessità di arrivare duri e puri alla manifestazione del 20 Ottobre rende ardua ogni possibilità di dialogo con i partiti comunisti, vicini alla pura schizofrenia: approvano la finanziaria in Consiglio dei Ministri e la criticano dopo dieci minuti, firmano il protocollo sul welfare e scendono in piazza contro il protocollo sul welfare. Quando si dice il senso di responsabilità. I Ds e la Margherita sono vicini al loro definitivo scioglimento: il 14 Ottobre un numero più vicino ai due milioni che al milione di persone (mia personalissima previsione) eleggerà l’assemblea costituente del nuovo partito, che a sua volta eleggerà segretario a larga maggioranza Walter Veltroni, creando un altro potenziale fattore di instabilità per il governo Prodi.
L’opposizione non è messa meglio. Gli unici a volere realmente votare subito sono Forza Italia e la Lega. Berlusconi sa che ogni giorno che passa lui è meno forte, i suoi uomini sanno che ogni giorno che passa la Brambilla è più vicina. La Lega verrebbe emarginata da qualsiasi ipotesi alternativa al voto. Alleanza Nazionale, però, non vede l’ora di liberarsi di Berlusconi. E non disdegnerebbe una legge elettorale che rafforzi il bipolarismo: magari un maggioritario. Ma ha senso chiedere il maggioritario senza avere uno straccio di idea sul partito unico del centrodestra? Forse no: la decisione spetta nuovamente a Berlusconi. L’Udc spera che il governo cada domani, per proporre - invece che le elezioni - un governo di larghe intese che possa porre le basi per la nascita del Grande Centro. E poi?
(continua a leggere)


, 3.39 pm

Corner

Io credo che questa vicenda straziante (così come la storia di Adele, prima) faccia capire ancora una volta quanto sia barbaro un paese che non riconosce giuridicamente le coppie di fatto.


29 September 2007, 6.22 am

A scanso di equivoci

Sono ancora un uomo.


, 2.59 am

“Impiegando il minimo della forza”

I manifestanti scagliano sassi ai membri delle forze di sicurezza e usano catapulte
Intorno alle 12,30 di oggi, un gruppo di dimostranti intorno alle 10,000 unità tra cui monaci e persone comuni si dirigeva all’angolo tra la Sule Pagoda Road e Anawratha Street. Il gruppo includeva i cosiddetti monaci, i cosiddetti studenti di nuova generazione e membri di varie organizzazioni terroristiche. I manifestanti urlavano sempre di più.
Le forze di sicurezza vicino a Sule Pagoda usavano megafoni cercando di convincere la folla a non avanzare e disperdersi pacificamente. Nonostante questo, la folla aggrediva le forze di sicurezza lanciando loro sassi e utilizzando catapulte. I membri delle forze di sicurezza indietreggiavano alla seconda linea, tentando nuovamente di convincere la folla a non usare violenza contro di loro e disperdersi pacificamente. Ma i manifestanti si rifiutavano di obbedire agli ordini e aggredivano nuovamente le forze di sicurezza lanciando sassi e usando catapulte. Nel frattempo i manifestanti prendevano due motociclette delle forze di sicurezze e gli davano fuoco. I manifestanti provavano a prendere le armi delle forze di sicurezza. A causa di queste circostanze inammissibili, i membri delle forze di sicurezza sparavano alcuni colpi impiegando il minimo della forza per disperdere la folla. I manifestanti si disperdono a causa dei colpi. Due motociclette vengono distrutte e otto membri delle forze di polizia - tra cui due ufficiali - vengono feriti.
Tra i manifestanti, un uomo non identificato, 30 anni, viene ucciso. Han Lin Tun, figlio di U Hla Tun del numero 359, Anawma Street, Ward 93, Dagon Seikkan Township, viene ferito alla coscia destra. Win Htut, 27, figlio di U Tun Myint del numero 201, stanza 301, Pagoda Road, Kamayut, viene ferito all’anca destra e Phyu Phyu Win, 47, numero 19, Kyaunglan Street, Shwepyitha viene ferita al seno sinistro e al braccio sinistro. Sono così trattenuti al Yangon General Hospital.

Questo è quello che scrive il 26 Settembre New Light of Myanmar, organo di informazione governativo della Birmania. Leggere questo articolo mette i brividi. Da quel giorno il sito non è più stato aggiornato.


28 September 2007, 4.27 pm

Grulli

Viva la preferenza!


, 12.26 am

Perseverare diabolicum

Vediamo di essere qualcuno in più, stavolta?


27 September 2007, 3.53 am

Voglia di futuro

andro-a-votare-il-14-ottobre3388.jpg

L’idea di questo volantino ci è venuta (ove ci sta per i giovani del Comitato Veltroni) in una delle serate in cui fuori dalla nostra stanza infuriava la tempesta della trattativa in vista della chiusura delle liste. Da dietro la porta vedevamo persone affannate correre da una stanza all’altra, urlacci al telefono, presenzialisti a fare non si sa bene cosa.. e noi a discutere in allegria di quel che accadrà tra poche ore alla Limonaia di Villa Torlonia. Veltroni incontra i sedicenni: qualcuno aveva proposto come slogan “La tua prima volta a solo un euro” però poi abbiamo optato per questa scelta in Simpson style. Abbiamo fatto bene?


, 3.37 am
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