AhiPhone

Appurato che si tratta di un oggetto molto più bello che utile, e appreso che solo un matto potrebbe prenderlo con le tariffe di Tim e Vodafone, l’unico modo per avere un iPhone - a parte comprarlo all’estero - è vincerlo. Qui ne regalano uno.


6 July 2008, 6.01 pm

United States of Songs

Di quanto gli americani amino il proprio paese si sono scritti fiumi di pagine. E una marea di canzoni.


4 July 2008, 10.47 pm

Brùm

via The Big Picture


, 10.25 pm

Ma proprio mai

Paolo Flores D’Arcais, Beppe Grillo, Oliviero Beha, Gianni Vattimo, Margherita Hack, Sabina Guzzanti, Giorgio Cremaschi, Gianni Barbacetto, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera, Arturo Parisi

Come dice Mantellini, la celebre invettiva morettiana è facilmente ribaltabile


, 8.41 pm

Verdetti

Giordano, interpretami questo.


10 October 2007, 12.05 pm

Un uomo, un perchè/2 - Franco Giordano

Diceva Giolitti: “Le leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano”. Tale massima - che appare, come è evidente, piuttosto aberrante - è applicata alla lettera da Franco Giordano che, in relazione al referendum tra i lavoratori con oggetto il protocollo sul welfare (lo stesso protocollo che hanno firmato e contro cui ora protestano) sostiene ardito, data la probabile vittoria del sì:

“Abbiamo messo a giudizio critico il protocollo: il referendum va rispettato ma anche interpretato“.

Caro Giordano, la Cgil, la Cisl e la Uil hanno sottoscritto l’accordo (un accordo mediocre, tra l’altro, ma per ragioni opposte a quella da te lamentate). I tuoi ministri al governo hanno sottoscritto l’accordo. Quando anche i lavoratori daranno la loro approvazione, ci sarà ben poco da interpretare. I verdetti referendari si accettano, e basta.

Via Libero Pensiero


8 October 2007, 4.48 am

Lo storico ritardo del Corriere.it

Dopo due anni due dal restyling di Repubblica.it, oggi arriva finalmente anche quello del Corriere, che fino a ieri stava ancora in 800×600: meglio tardi che mai.
Questa notizia, oltre a confermare il ritardo storico sul lato web che il Corriere sconta rispetto a Repubblica, mi ha fatto venire in mente un aneddoto che conferma questa tesi e ci racconta la nascita di Repubblica.it.

Correva l’anno 1996. Qualche settimana prima delle elezioni politiche del 21 Aprile, una ditta di hardware offrì al Corriere della Sera la concessione gratuita di server e connettività per organizzare un web site sulle elezioni. Il Corriere - frettolosamente - rifiuta. La ditta propone la stessa offerta a Repubblica e Repubblica accetta.
Il 5 Aprile, a sedici giorni dalle elezioni, un team di quattro persone guidato da Vittorio Zambardino mette in rete un po’ di materiali dando vita a quello speciale Elezioni ‘96 che dava l’inizio all’era del giornalismo online in Italia: il sito fa diciassettemila contatti nei giorni precedenti alle elezioni (siamo nel 1996) e va in tilt la notte delle elezioni, quando oltre cinquecentomila persona cercano di connettersi a quelle pagine.

Narrano le leggende che Scalfari ne sia rimasto impressionato. Gli mostrano il demo, lui non dice una parola. Poi si alza e, prima di andarsene a pranzo, pronuncia la frase che rimane storica almeno per chi l’ha sentita: “Oggi pomeriggio non ritorno a fare il giornale: siamo disoccupati”.
Angelo Agostini, Giornalismi


2 October 2007, 2.30 am

Corner

Io credo che questa vicenda straziante (così come la storia di Adele, prima) faccia capire ancora una volta quanto sia barbaro un paese che non riconosce giuridicamente le coppie di fatto.


29 September 2007, 6.22 am

Boom

Una frase come questa (“Cacceremo chi paga il pizzo!”) è una boiata colossale: una cosa ad effetto al solo uso e consumo dei non siciliani.
Perchè i siciliani lo sanno, e lo sanno bene, che il pizzo lo pagano tutti. Quando dico tutti dico tutti.
Solo tre categorie di attività commerciali ne sono immuni: quelle con forti amicizie nelle forze dell’ordine, quelle con forti amicizie nella criminalità organizzata, quelle con forti amicizie nella politica (finchè si comportano bene). Gli altri lo pagano tutti: dal calzolaio al McDonald’s, dal GS al centro commerciale, dai pub del centro storico all’enorme multisala.


4 September 2007, 12.05 am

Il rebus italiano

Il solito lucidissimo Luca Ricolfi sulla Stampa di oggi descrive con particolare schiettezza e inedita brevità (inedita per un certo editorialismo interessante ma prolisso à la Scalfari, non per Ricolfi) la situazione italiana e le possibili evoluzioni di un sistema bloccato.

Il rebus italiano
di Luca Ricolfi

A giudicare dai sondaggi di opinione, il principale risultato politico del governo Prodi è stato di rendere più probabile, molto più probabile di prima, il ritorno di Silvio Berlusconi alla presidenza del Consiglio.

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30 July 2007, 12.37 pm

Alcune risposte sul V-Day

Devo alcune precisazioni e risposte ai commenti del post sul V-day, le scrivo qui cercando di mettere un po’ d’ordine. Chi mi ha fatto i complimenti o ha manifestato il suo accordo con la mia tesi mi perdonerà se mi limito a dirgli grazie e mi dedico a chi invece ha mosso critiche e rilievi.
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29 July 2007, 8.32 am

Perchè non andrò al V-day

La cosa è nota: mi piace il Beppe Grillo comico, non mi piace il Beppe Grillo santone. Non mi piace per niente: penso sia il non plus ultra del qualunquismo, decisamente oltre il tollerabile.
Leggo da qualche settimana del Vaffanculo Day: l’8 Settembre 2007, nelle piazze di mezza Italia, Beppe Grillo e i suoi seguaci/lettori raccoglieranno le firme necessarie alla presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, una proposta di legge con tre obiettivi. Credo che tutti e tre gli obiettivi di Grillo colgano dei problemi reali e concreti, ma credo che tutti e tre propongano delle soluzioni controverse ove non addirittura errate: per questo non andrò al V-day.

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26 July 2007, 2.51 pm

Il qualunquismo del Parlamento Pulito secondo Michele Serra

Michele Serra, che certo non può essere accusato di aver pregiudizi nei confronti di Beppe Grillo (ne è amico e autore), è la persona che ha detto (non trovo il link, ma era nella puntata su Beppe Grillo de “La storia siamo noi”):

Beppe può dire le cose che dice perchè è un comico, vuole far ridere. Se un politico dicesse le cose che dice lui, non lo voterei mai.

La cosa ci sembra sacrosanta, e ci sembra colga perfettamente il punto focale della trasformazione di Beppe Grillo da comico geniale a santone moralista e populista. A proposito di uno dei cavalli di battaglia di Grillo - il Parlamento Pulito - sempre Michele Serra qualche giorno fa su Repubblica assesta un colpo mica male, senza citare direttamente Grillo ma chiamandolo esplicitamente in causa:
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25 July 2007, 1.59 am

Modus legiferandi

In un paese normale, l’organo deputato a capire e interpretare i cambiamenti della società e regolarli tramite legislazione è il Parlamento.
In Italia questo non è mai successo. Anzi, più volte la magistratura è finita per sostituire il potere legislativo, portando alla ribalta questioni di primario interesse. Sarebbe bene che i vari parlamentari che oggi starnazzano dello “strapotere della magistratura” riflettano sul fatto che è stata la loro trasversale mediocrità che ha aperto questi spazi e creato sì tutta una serie di vizi anche all’interno della stessa magistratura.
Da sessanta anni il Parlamento italiano legifera seguendo una procedura sempre uguale a sè stessa:
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24 July 2007, 5.40 am

Come volevasi dimostrare

Vedrete: Selva chiederà scusa, dirà che non lo farà più, non andrà in tv per qualche mese e nel frattempo - qualora si arrivasse al voto - lo scrutinio segreto respingerà senza troppi problemi le dimissioni farlocche. Dopo essersi giovato dell’ambulanza, Selva si avvarrà di senza troppi problemi di un bel.. pronto soccorso.

Da Le dimissioni farlocche di Selva, 12 Giugno 2007

Odio quelli che “l’avevo detto” ma, ecco, l’avevo detto (lo so, non ci voleva molto)


20 July 2007, 3.07 pm
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