Chiamerò Berlusconi e Materazzi per favorire un contatto, una telefonata, che consenta al giocatore di scusarsi e spiegare che non intendeva offendere il presidente del Consiglio.
Ignazio La Russa
(grazie a holdenC, qui il casus belli)
Per un politico sedicente progressista era complicato dire una cosa più sciocca e vuota di quella detta da Bersani. Fortunatamente, però, qualcuno non ci delude mai.
È una sentenza sbagliata. Sono cattolico ma a prescindere da questo, anche se non lo fossi, non capisco che male c’è ad avere il crocifisso in aula. Che male fa mettere un simbolo che ti ricorda amore e sensibilità? Se dobbiamo accettare una cosa del genere, allora togliamo i crocifissi da piazze e campanili.
Antonio Di Pietro
Io non sono fazioso. Dico cose vere.
Marco Travaglio
(ma qualcuno avrà mai detto: «sì, sono fazioso, dico cose false»?)
Le nostre elezioni presidenziali sono state le più libere di tutto il mondo.
Mahmoud Ahmadinejad
(hat tip: The daily dish)
«Anzi, io ogni giorno che passa penso che quelle vignette siano una tragica rappresentazione del cattivo gusto: quel Maometto brutto, barbuto, con la satira non c’entra niente. La satira è gioco, allegria…». Provocazione… «Sì, certo. Ma bisogna saperla fare. Quelle vignette mi ricordano invece solo certe altre caricature, di tanti anni fa, quando qualcuno disegnava gli ebrei con il naso adunco…». Quindi lei non le avrebbe pubblicate. «Esatto, non le avrei mai messe in pagina».
Parola di Vauro Senesi, il 5 febbraio 2006. Proprio lui, a discettare di buon gusto e di cattivo gusto, di cosa è satira e cosa non lo è, di vignette da pubblicare e di vignette da non pubblicare – oggi vi direbbe da censurare, forse. La sanzione disciplinare inflitta a Vauro dalla Rai mi sembra un’enorme scemenza, ma i martiri difensori part-time della libertà di espressione mi fanno ribollire il sangue, per di più se sono del tipo arrogante con la Binetti e prono con i fanatici invasati e assassini.
(hat tip: Abr)