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È uscito il libro di Joe Biden che ho tradotto

È uscito in Italia l’ultimo libro di Joe Biden, che ho tradotto io. Si intitola “Papà, fammi una promessa” (“Promise me, Dad”, in versione originale) ed è uscito per NR edizioni; lo trovate per il momento solo su Amazon, sia in versione cartacea che in versione ebook. Nei prossimi giorni anche sulle altre piattaforme online come IBS e in alcune librerie indipendenti.

Avevo comprato l’edizione originale di questo libro un anno fa a New York, e ve ne avevo parlato molto prima che NR Edizioni decidesse di comprarne i diritti per pubblicarlo in Italia, e di affidarne a me la traduzione; per questo non provo nessuna remora nel dirvi che è un libro speciale, interessante e toccante, e che consiglierei anche a qualcuno che non fosse appassionato di Stati Uniti e politica americana. Si parla di politica, certo: Biden racconta dell’anno in cui ha organizzato e poi smantellato la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico, occupandosi nel frattempo – in qualità di vicepresidente – di quello che succedeva in posti come l’Ucraina, l’Iraq e l’America Centrale. Si parla del suo rapporto con Barack Obama, con Hillary Clinton e anche con Vladimir Putin. Ci sono molte storie di colloqui riservati e di dietro-le-quinte che sicuramente piaceranno a molti di voi. Ma c’è una vicenda personale che si intreccia alle vicende politiche: la malattia e poi la morte del suo figlio maggiore, Beau.

Una cosa del genere sarebbe una tragedia in ogni circostanza e in qualsiasi famiglia, ma per Biden rappresenta qualcosa in più. Beau, infatti, da bambino era sopravvissuto all’incidente stradale in cui erano rimaste uccise la prima moglie di Biden e sua figlia. Biden aveva poco più di trent’anni, e quella storia lo ha segnato per sempre. Per dirne una tra tutte: dopo aver faticosamente deciso di continuare a fare il senatore, si impose di tornare da Washington a casa sua a Wilmington, in Delaware, tutte le sere, pur di tornare ogni sera a casa con i suoi figli sopravvissuti, Beau e Hunter. Biden fece il pendolare per trent’anni, un’ora e mezza all’andata e un’ora e mezza al ritorno, a qualsiasi costo, anche mentre era il capo della commissione Esteri e ricopriva incarichi di grande importanza, al punto che la stazione dei treni di Wilmington è intitolata a lui dal 2011.

Insomma, è una grande storia, su una grande persona. E anche su un potenziale candidato alle elezioni presidenziali del 2020. Tradurre le sue parole è stato un onore e un piacere. Il libro, come vi dicevo, lo trovate qui. Se qualcuno di fosse un libraio e volesse avere delle copie fisiche da vendere in negozio, o volesse organizzare una presentazione, questo è l’indirizzo a cui scrivere: gianluca@nredizioni.it. Se siete iscritti alla mia newsletter, ci trovate dentro un estratto del primo capitolo; se non siete iscritti, potete farlo qui. Se vorrete comprarlo e poi farmi sapere cosa ne pensate, ne sarò felice.