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Il pensiero unico

Non sempre si vede distintamente, nel caos scoppiettante di queste settimane, ma tutta la situazione – con questi assurdi e infiniti ripensamenti e tira e molla, a quasi 90 giorni dal voto – è distorta e condizionata dal fatto che l’opposizione desidera disperatamente che si faccia il governo M5S-Lega.

Forza Italia ha dato addirittura un pubblico placet, Fratelli d’Italia muore dalla voglia di entrarci. Poi c’è il PD spappolato, vero sconfitto del 4 marzo, che oggi non sarebbe in grado di fare una scelta nemmeno dal menu delle pizze (come ha mostrato la tragicomica assemblea nazionale). Gran parte dei parlamentari del PD piuttosto che andare al massacro del voto non romperebbe davvero le scatole nemmeno al governo Nosferatu: in questa situazione assurda e senza leader nemmeno la fedeltà al capocorrente li tutelerebbe nelle liste, e il partito rischierebbe di sparire alle elezioni. Avete capito perché sembra che M5S e Lega non esauriscano mai i tentativi a disposizione, e anzi che fallimento dopo fallimento addirittura aumentino i voti? Stanno giocando una partita senza avversari. Se ci fosse il PD al posto loro subirebbe un accerchiamento asfissiante, quotidiano, che avrebbe delle conseguenze. In questo caso, invece, niente avversari, niente conseguenze.

Anche per questo le lagne complottiste di Lega-M5S sui media sono solo propaganda: non bastassero gli ultimi anni, gli scorsi giorni confermano una volta per tutte che i grandi media sono completamente monopolizzati da loro e inginocchiati a loro. Non c’è programma che non spalanchi loro le porte accettando qualsiasi condizione. Telefonata fiume in prima serata per insultare il capo dello Stato? Prego. Sempre e solo comizi senza mai contraddittorio? Si accomodi. I media pendono dalle loro labbra perché M5S e Lega sono gli unici che sono popolari – portano clic, portano share – e anche perché sono oggettivamente gli unici le cui parole oggi valgano qualcosa. D’altra parte le forze populiste ed euroscettiche, quindi Forza Italia compresa, alle elezioni del 4 marzo hanno preso il 70 per cento dei voti, come ampiamente prevedibile. Il monopolio è completo e reale, ha persino una sua legittimità, se ci sforziamo di non chiederci se sia nato prima l’uovo o la gallina: si lamentano del “pensiero unico” quando l’unico pensiero unico, in tv e nel paese, è il loro. Le conseguenze sono quelle che vediamo: Lega e M5S possono provarci e riprovarci all’infinito, fallire e contraddirsi quanto vogliono, annunciare e ritirare questo e quello, urlare al golpe e poi fare il governo, senza pagare un prezzo. Giocano senza avversari, su un campo in discesa, senza tifosi ospiti. Era rimasto in piedi solo l’arbitro, ma se ne stanno occupando.