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Libri che ho comprato o ricevuto, e a volte letto – aprile 2018

(se vedi il post incompleto, clicca qui e dovresti vederlo intero)

Quella cosa che su questo blog ho fatto saltuariamente, da oggi cerchiamo di farla ogni mese: questi sono i libri che ho comprato, ricevuto e letto.

L’avversario, di Emmanuel Carrère (comprato, letto)
Ho colmato una grossa lacuna. Racconta la storia vera di un uomo che nel 1993 uccise tutta la sua famiglia – genitori, moglie, figli – dopo aver mentito su tutto nei precedenti diciassette anni della sua vita: niente era vero, su tutto il lavoro che diceva di avere, e aveva paura di essere scoperto. Ma racconta soprattutto la storia di Carrère e di cosa gli succede in testa quando decide di occuparsi di questa storia, anche attraverso una corrispondenza con l’assassino.

La vita come un romanzo russo, di Emmanuel Carrère (comprato, letto)
Ho colmato un’altra grossa lacuna. Racconta due anni particolari della vita di Carrère, mettendo insieme cose molto diverse e riuscendoci benissimo. C’è dentro anche un formidabile racconto erotico pubblicato su Le Monde, e tutto quello che innesca nella vita dell’autore. Alla fine della lettura potrebbe starvi un po’ sulle scatole, Carrère, almeno per me è stato così: ma è un libro magnifico, e una mostruosa dimostrazione di bravura.

American Pain, di John Temple (comprato, non ancora iniziato)
Come due fratelli gemelli della Florida appassionati di steroidi sono diventati ricchissimi vendendo farmaci antidolorifici a base di oppioidi. Storia pazzesca: a un certo punto i medici della Florida prescrivevano più pillole di quelli di tutti gli altri stati americani messi insieme. È considerato uno dei migliori libri in circolazione sull’abuso di farmaci a base di oppioidi negli Stati Uniti, una storia enorme che mi interessa molto. In inglese.

Dreamland: The True Tale of America’s Opiate Epidemic, di Sam Quinones (comprato, non ancora iniziato)
Stesso tema, altre storie. L’ho comprato anche perché di Quinones avevo letto un bellissimo e straconsigliato articolo sulle gang di Los Angeles, prima di partire per la California.

La conoscenza e i suoi nemici, di Tom Nichols (ricevuto, non ancora iniziato)
Tom Nichols è un professore universitario e saggista molto rispettato. Questo libro – di cui un anno fa il mensile IL aveva pubblicato un estratto – racconta come nelle società occidentali l’ignoranza sia diventata una virtù e la competenza un punto debole. Se n’è parlato bene, è un titolo adeguato a questi tempi.

– Contro la democrazia, di Jason Brennan (ricevuto, non ancora iniziato)
Altro testo molto attuale, nell’edizione italiana ha anche una prefazione di Sabino Cassese, sui limiti della nostra forma di governo. Provocatorio e intelligente, per quel che ne ho letto in giro, arriva a proporre una forma di governo alternativa – l’epistocrazia – che sia compatibile con i diritti fondamentali ma “distribuisca il potere politico in proporzione a conoscenza e competenza”. Non credo di essere d’accordo, ma questo è uno dei motivi per cui lo leggerò.

Dragon Ball Super 1, 2, 3, di Akira Toriyama e Toyotaro (comprati, in lettura)
Momento adolescenziale. È tornato Dragon Ball, a fumetti. Sempre pubblicato da Star Comics. La storia è di Toriyama, i disegni no. Riprende da dove era finito Dragon Ball Z. Bomba.

White Trash, di Nancy Isenberg (comprato, non ancora iniziato)
È uno dei titoli più popolari tra quelli che hanno raccontato e spiegato le zone rurali degli Stati Uniti, le storie dei bianchi poveri o della cosiddetta “white trash”, secondo alcuni l’unico insulto razzista ancora largamente accettato da quelle parti. Isenberg è una docente universitaria e storica molto rigorosa. In inglese.

Pagare o non pagare, di Walter Siti (ricevuto, in lettura)
Sul nostro rapporto con i soldi, con il loro valore, e su come sta cambiando. Scritto con qualche eccesso nostalgico, forse, ma anche con grande lucidità: e ha dentro molte storie interessanti.

Il fiume della coscienza, di Oliver Sacks (comprato, non ancora iniziato)
Perché devo colmare un’altra lacuna, non avendo mai letto niente di Oliver Sacks, uno dei più grandi divulgatori scientifici dei nostri tempi, a parte qualche articolo qua e là. Perché mi hanno incuriosito le pagine che ho letto nelle storie di Ilenia Zodiaco su Instagram.

The Populist Explosion, di John B. Judis (comprato, non ancora iniziato)
Come la recessione globale – e solo quella? – ha cambiato la politica sia in Europa che negli Stati Uniti. Il New York Times lo ha consigliato tra i libri più importanti per comprendere l’ascesa di Trump, anche se le cose che ne ho letto in giro non mi hanno molto convinto e quindi per il momento non mi sono ancora deciso a iniziarlo. In inglese.

Princesa e altre regine, di Concita De Gregorio e autrici varie (ricevuto, in lettura)
Le storie delle donne delle canzoni di Fabrizio De Andrè, immaginate, reinventate e scritte, illustrate, disegnate e in certi casi riscattate da venti autrici coordinate e guidate da Concita De Gregorio.

Italian Job, di Marcello Di Fazio (ricevuto, non ancora iniziato)
Storie di lavori e professioni italiane, che vanno dal precario al terribile.

Strangers in Their Own Land, di Arlie Russell Hochschild (comprato, letto)
Altro gran libro sui bianchi delle zone rurali americane e sul loro senso di emarginazione, anche questo scritto prima della vittoria di Donald Trump (per quelli che “giornalisti e studiosi non ci avevano capito niente”: stupidaggini). Ruota attorno alle storie delle persone, soprattutto sei: c’è molta empatia che ogni tanto rischia di diventare paternalismo, ma è utilissimo perché permette di associare nomi e facce e storie a fenomeni che altrimenti rischiano di essere letti come alieni e distanti, e i loro personaggi come macchiette e caricature. In inglese.

Bassa risoluzione, di Massimo Mantellini (comprato, non ancora iniziato)
Comprato a scatola chiusa, e vi consiglio di fare lo stesso: ma se siete scettici vi rimando alla recensione del mio collega Emanuele Menietti.

Gli ultimi giorni di Vladimir P., di Michael Honig (ricevuto, non ancora iniziato)
Romanzo dalla trama curiosa, che immagina Putin ormai ottantenne a Mosca in preda alla demenza senile e in balìa di “allucinazioni, fantasmi, memorie di una gloria passata che si sostituiscono ai fondali e ai personaggi del presente”. Sia il New York Times che il Guardian lo hanno recensito benissimo.