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Tre cose che ho imparato in due anni e mezzo di “Da Costa a Costa”

cc_2Quindi: questa è un’edizione speciale di Da Costa a Costa, perché c’è una puntata speciale del podcast. L’abbiamo registrata lunedì sera a Milano, dal vivo, davanti a molti di voi che non ringrazierò mai abbastanza. Non è l’ultima puntata, ci sentiremo regolarmente ogni sabato fino alla fine dell’anno, ma è stata anche l’occasione per salutarci e stare un po’ insieme alla fine di questi due anni e mezzo – ed è stata per me l’occasione per raccontare nel podcast tre cose che ho imparato, sull’America e sul mio lavoro, facendo “Da Costa a Costa”.

1814b9e7-0ace-4fe1-afa0-bbfa5ca9dfcdEravate tanti!

Per ascoltare la puntata speciale del podcast, se avete un iPhone cercate “Da Costa a Costa” nell’app “Podcast”; altrimenti cliccate play qui sotto per ascoltarla su Spreaker. Se volete, dopo aver ascoltato la puntata lasciate una recensione su iTunes e parlatene sui social network o a chi pensate possa essere interessato a queste storie come voi.

Ascolta “S2E23. Farewell Party LIVE (da OTTO, Milano)” su Spreaker.

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Se siete iscritti a questa newsletter da un po’ di tempo, sapete che questo lavoro ha un costo – servono aerei, macchine, camere d’albergo, attrezzature, telefonate, connessioni internet, abbonamenti a servizi e giornali, e serve soprattutto tempo e lavoro – e il costo è stato ripagato quest’anno grazie ai contributi offerti spontaneamente da voi, oltre che naturalmente dagli sponsor di “Da Costa a Costa”. Alla fine dell’anno pubblicherò sul mio blog un bilancio grossolano – ma spero istruttivo – su com’è andata la raccolta fondi: per il momento posso dirvi che mi ha permesso di pagare i costi di mantenimento della newsletter (quindi innanzitutto l’abbonamento a Mailchimp, circa 120 euro al mese), quelli tecnici e di lavoro necessari alla produzione del podcast, gli abbonamenti ai giornali americani che uso per informarmi e soprattutto tutte le spese dei tre viaggi che ho fatto in Michigan a marzoin Texas a giugno e in California a ottobre. Ho potuto fare tutto quello che volevo e non ci ho perso dei soldi: già mi sembra un bel risultato. È anche un tentativo di provare un nuovo modello per sostenere un’attività giornalistica: pagano i lettori se e quando vogliono, e vediamo che succede.

Non farò altri viaggi negli Stati Uniti per “Da Costa a Costa” da qui alla fine dell’anno. Gran parte delle donazioni che riceverò da qui al 31 dicembre, quando questo progetto giornalistico si concluderà, servirà quindi a pagare il mio lavoro. Come sapete, quest’anno di “Da Costa a Costa” è stato anche un tentativo di provare un nuovo modello per sostenere un’attività giornalistica in un momento come il 2017: pagano i lettori, se e quando vogliono, e vediamo che succede. Sono successe cose meravigliose, grazie a voi! Se non lo avete già fatto, vi chiedo quindi di valutare la possibilità di fare una donazione per contribuire a questo progetto gratuito. Chi ha fatto una donazione mensile da 2 euro dall’inizio dell’anno ha contribuito in tutto per circa 24 euro, una cifra più che abbordabile; altri sono stati adorabilmente più generosi. Se vi interessa, qui trovate le istruzioni per fare una donazione in completa sicurezza, usando la vostra carta di credito o il vostro conto Paypal. Le donazioni mensili ricorrenti naturalmente saranno tutte interrotte il primo gennaio 2018. Grazie, come sempre.

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