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Il caso Russia è sempre più grave (26/50)

cc_2Settimana di gran colpi di scena, e di quelli che restano.

La storia delle interferenze russe nella campagna elettorale americana, e della presunta collaborazione del comitato Trump con i russi, va avanti da un anno. Da questa settimana ne sappiamo due cose in più, fondamentali e potenzialmente decisive: che almeno una volta lo stato maggiore del comitato Trump incontrò degli emissari del governo russo, e che lo stato maggiore del comitato Trump sapeva che il governo russo aveva intenzione di aiutare concretamente Donald Trump a diventare presidente degli Stati Uniti. Lo sappiamo perché abbiamo letto le email autentiche con cui fu organizzato un apposito incontro nel giugno del 2016.

Come accadrebbe in un film, questa risposta però apre tutta una serie di nuove domande: il presidente Trump sapeva di questo incontro? Cosa accadde dopo quell’incontro? Ce ne sono stati altri? Poi c’è la domanda da House of Cards. Queste email sono arrivate al New York Times grazie a qualcuno dentro la Casa Bianca. Chi è che dentro la Casa Bianca sta lavorando per indebolire Trump, passando queste informazioni esplosive al New York Times? E infine: perché i Trump sembrano non rendersi conto del guaio in cui si sono cacciati? Nella puntata del podcast di questa settimana, cerchiamo di riprendere il filo di questa storia e contestualizzarla, per capire quanto meno in che direzione guardare per avere queste risposte.

Sabato prossimo ritorna la newsletter in formato testuale, e riprende la regolare alternanza con il podcast. Ne approfitto qui per ringraziarvi di cuore per le tante cose bellissime che mi avete scritto a proposito dei due podcast con cui ho raccontato il mio viaggio in Texas (uno e due): parleremo ancora di Texas, nei prossimi mesi. Io intanto sto cercando di capire se posso fare un terzo e ultimo viaggio negli Stati Uniti, quest’anno, per raccontarvi un altro pezzo dell’America del 2017: se avete o conoscete un’azienda che può essere interessata a sostenere questo progetto con una sponsorizzazione, scrivetemi a costa@ilpost.it; se invece volete darmi una mano personalmente, trovate le istruzioni leggendo in fondo a questa email.

Per ascoltare la nuova puntata, se avete un iPhone cercate “Da Costa a Costa” nell’app “Podcast”; altrimenti cliccate play qui sotto per ascoltarla su Spreaker. Se volete, dopo aver ascoltato la puntata lasciate una recensione su iTunes e parlatene sui social network o a chi pensate possa essere interessato a queste storie come voi. Sul sito di Piano P trovate la traduzione in italiano delle parti in inglese.

Ascolta “S2E13. Il caso Russia è sempre più grave” su Spreaker.

Avete ricevuto questo podcast gratis, come la newsletter si alterna al podcast ogni sabato, ma come avete capito realizzarli non è gratis: servono aerei, macchine, camere d’albergo, attrezzature, telefonate, connessioni internet, abbonamenti a servizi e giornali, e serve soprattutto tempo e lavoro. Dopo un anno e mezzo a seguire la campagna elettorale, “Da Costa a Costa” è ripartito il 21 gennaio e andrà avanti per tutto il 2017: ogni sabato si alterneranno una puntata della newsletter e una puntata del podcast. Dopo il Michigan e il Texas vorrei tornare un’altra volta negli Stati Uniti prima della fine dell’anno, per raccontarvi un altro pezzo di America, per cercare di capire come sta cambiando e perché ha scelto Donald Trump come suo presidente.

Se non lo avete già fatto – e centinaia di voi lo hanno già fatto: grazie di cuore! – vi chiedo quindi di valutare la possibilità di fare una donazione ricorrente da pochi euro al mese per pagare le spese di questo progetto e il mio lavoro. Due euro al mese vanno benissimo (a questo punto sono meno di 15 euro per tutto il 2017) ma se vorrete essere più generosi non ve lo impedirò, così come se vorrete fare una donazione una tantum e togliervi il pensiero. Più fondi raccoglierò, più cose potrà vedere negli Stati Uniti e più cose potrò raccontarvi come ho fatto fin qui. Se vi interessa, qui trovate le istruzioni per fare una donazione in completa sicurezza, usando la vostra carta di credito o il vostro conto Paypal. Grazie, come sempre. Ciao!

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