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Una storia da film di spie (6/50)

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Si è concluso il primo mese di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ed è il momento di fare un primo cauto bilancio: non per trarre delle conclusioni, ma per cercare di imparare qualcosa. È stato un mese agitato, ricco di eventi imprevedibili e di gaffe allo stesso tempo comiche e inquietanti, ma per i sostenitori di Trump non è stato affatto un mese disastroso, e bisognerà tenerne conto visto che le elezioni le ha vinte. Nel frattempo, però, l’unica storia che davvero minaccia la presidenza di Trump – quella sui suoi rapporti con la Russia – ha avuto un’altra puntata che sembra uscita da un film sulla Guerra fredda, e invece è vera: e parte con una rissa in un bar di New York nel 1991.

Tutte queste storie le trovate nella nuova puntata del podcast, che si ascolta cliccando Play qui sotto, su Spreaker; oppure su iTunes. Se avete un iPhone, cercatelo nell’app “Podcast”. Se volete, dopo averlo ascoltato, lasciate una recensione su iTunes!

Ah, si è ripetuto anche questa settimana un vero rito di “Da Costa a Costa”, cioè la notizia che arriva la sera o la notte tra venerdì e sabato così che sia impossibile parlarne nel podcast: la Casa Bianca ieri ha impedito l’accesso a una conversazione informale con il portavoce Sean Spicer ai giornalisti di BBC, CNN, New York Times, Los Angeles Times, BuzzFeed e Politico. I giornalisti di AP e TIME allora non hanno partecipato per protesta. Quelli di Bloomberg, del Wall Street Journal e del Washington Post hanno detto che se dovesse ricapitare non lo faranno neanche loro. Non è l’inizio della dittatura, qualora ve lo steste chiedendo: è l’ennesima puntata, e la più preoccupante fin qui, della guerra con i media che Trump combatte da molti mesi. E che non è affatto detto che Trump la vinca questa guerra, anzi. Ne parleremo meglio sabato prossimo.

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