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Una sola cosa oggi minaccia l’esistenza della presidenza Trump (5/50)

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L’intera esperienza politica di Donald Trump, dalla sua candidatura a queste prime settimane alla Casa Bianca, è stata caratterizzata dal caos: ed è un caos in cui Trump ha prosperato e ottenuto vittorie che sembravano impossibili. Il suo principale stratega politico, Steve Bannon, vede il caos sia come un mezzo che come un fine, ma non come un problema; Trump ha più volte generato caos allo scopo di difendersi da qualcosa, aumentando la confusione su tutto il resto. Vale la pena scrivere questa cosa su un post-it, tenerlo appeso davanti alla scrivania e leggerlo ogni volta che succede un guaio alla Casa Bianca, ogni volta che ci sembra che Trump l’abbia detta troppo grossa, ogni volta che qualcuno mente o si contraddice o si dimette: il caos non fa necessariamente male a Donald Trump.

Tutto questo vale anche perché il caos che circonda Donald Trump rimescola e confonde continuamente differenze e priorità in chi sta fuori, in chi lo osserva: primi fra tutti i giornalisti e i suoi avversari. È stata un’altra settimana caotica alla Casa Bianca, come vedremo tra poco: ne sono successe di tutti i colori. Ma è il caso di non perdere razionalità e senso del discernimento: nel caos di questa settimana alla Casa Bianca, nelle moltissime cose che sono successe, solo una è davvero una minaccia esistenziale per la presidenza Trump. Il caso Flynn.

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